In un tripudio di musica e spettacolo, l’Arena di Verona si prepara ad accogliere nuovamente Turandot l’ultima opera di Giacomo Puccini in occasione del centenario della sua prima rappresentazione. Questo capolavoro, rimasto incompiuto alla morte del compositore nel 1924, continua a incantare il pubblico con la sua magia e i suoi enigmi.
Ambientata in una Pechino fiabesca e crudele l’opera racconta la storia della principessa Turandot, bellissima e inaccessibile, che impone una legge spietata: chiunque voglia sposarla deve risolvere tre enigmi. Chi fallisce, muore. È una sfida che ha già condannato molti uomini, ma non il principe ignoto Calaf, che arriva in città e, vedendo Turandot, decide di tentare.
Un cast stellare per un’opera senza tempo
Per questa edizione centenaria, l’Arena di Verona ha riunito alcuni dei più prestigiosi nomi del panorama lirico contemporaneo. Anna Pirozzi e Lise Lindstrom interpreteranno la glaciale principessa Turandot, mentre SeokJong Baek e Yusif Eyvazov daranno voce al principe ignoto chiamato a sciogliere i celebri enigmi. Il ruolo di Liù sarà interpretato da Mariangela SiciliaMaria Agresta e Lisette Oropesa quest’ultima al debutto nel personaggio.
Completano la compagnia artisti di primo piano come Alexander Vinogradov e Michele Pertusi nel ruolo di Timur, Gezim MyshketaMatteo Macchioni e Saverio Fiore come Ping, Pong e Pang, Carlo Bosi quale imperatore Altoum e Ankhbayar Enkhbold nei panni del Mandarino, al suo debutto nell’Arena.
La magia di Turandot in Arena
La produzione è in cartellone per sei rappresentazioni, fino all’11 settembre, con la direzione musicale affidata ad Andrea Battistoni e Francesco Ivan Ciampa alla guida dell’Orchestra della Fondazione Arena di Verona. La regia è firmata da Franco Zeffirelli con costumi di Emi Wada premiata con l’Oscar nel 1986.
Per la prima volta, salirà sul palcoscenico il Coro di voci bianche della Fondazione Arena di Verona al debutto dopo un percorso formativo strutturato in corsi propedeutici e avanzati. In scena anche il Coro areniano diretto da Roberto Gabbiani il corpo di ballo guidato da Gaetano Bouy Petrosino e centinaia tra mimi e comparse, a contribuire alla straordinaria coralità dello spettacolo.
Innovazione e tradizione nella sartoria teatrale
Un dettaglio particolare di questa produzione è il costume della gonghista, realizzato con plastica riciclata dalle confezioni di Acqua S.Bernardo. Silvia Bonetti ed Eleonora Nascimbeni hanno cucito plastica recuperata su tela di cotone e raso, creando un abito unico che fa la sua comparsa prima dell’avvio musicale. Questo progetto innovativo unisce tradizione e sostenibilità, rendendo omaggio ai due centenari: quello di Turandot e quello di Acqua S.Bernardo.
Il costume, presentato l’11 agosto 2026, è il primo dell’Opera Festival decorato con plastica interamente riciclata. La base su cui sono cuciti gli ornamenti è tessile, mentre i frammenti di plastica seguono bordi e curve dell’abito, creando un effetto visivo unico. Questo progetto non solo valorizza il lavoro delle sarte, ma contribuisce anche alla sensibilizzazione ambientale.
Le recite sono in programma il 7, 14, 21 e 27 agosto, oltre al 3 e 11 settembre, sempre alle ore 21. Dopo una prima già vicina al sold-out, i biglietti restano disponibili sui canali indicati dalla Fondazione Arena di Verona. Non perdere l’opportunità di vivere un’esperienza unica nel mondo della lirica.


