Le arti socialmente impegnate stanno ridefinendo il panorama culturale europeo. A Bruxelles, il 9 luglio 2026, è stata presentata Constellations of Change una ricerca che ha coinvolto 1.128 realtà in 39 paesi, coordinata dall’Alliance for Socially Engaged Arts e con la partecipazione di Fondazione Cariplo come partner fondatore.
Questo studio rappresenta la mappatura più ampia mai realizzata sul settore delle arti partecipative, evidenziando un fenomeno in crescita nelle politiche culturali europee.
Comunità al centro: il nuovo paradigma delle arti partecipative
Il tratto distintivo di queste organizzazioni è il rovesciamento del rapporto tradizionale tra artista e pubblico. Non si tratta più di creare per il pubblico, ma insieme al pubblico. L’85% delle realtà censite coinvolge direttamente cittadini e gruppi locali nella creazione delle opere e nella progettazione delle attività. Inoltre, il 38% delle organizzazioni apre ai cittadini anche i processi decisionali interni, segnando una partecipazione che va oltre la fase creativa per arrivare alla gestione stessa dei progetti.
Un impatto sociale trasversale: da inclusione a sostenibilità
Le arti socialmente impegnate operano su fronti di impatto sociale estremamente ramificati. Ogni organizzazione dichiara di agire su cinque diversi ambiti, che spaziano dall’inclusione alla giustizia sociale, dalla salute all’educazione, fino alla formazione di competenze e alla rigenerazione dei territori. Quasi una organizzazione su due si occupa anche di cambiamento climatico e sostenibilità ambientale.
In un’Europa caratterizzata da polarizzazione e sfiducia verso le istituzioni, queste pratiche artistiche partecipative creano spazi di confronto e cittadinanza attiva. La ricerca ha censito 330 collaborazioni transfrontaliere che coinvolgono complessivamente 166 organizzazioni, testimoniando la vitalità del comparto anche sul piano internazionale.
La sfida dei finanziamenti: risorse scarse per un settore in crescita
Nonostante l’impatto sociale ampio, la sostenibilità economica del settore rimane fragile. Il 79% delle organizzazioni intervistate indica il finanziamento come il principale ostacolo alla propria crescita, mentre solo il 22% giudica adeguato l’allineamento tra le politiche pubbliche esistenti e le risorse effettivamente disponibili. La maggior parte delle organizzazioni ha un budget annuo inferiore a 250 mila euro e impiega meno di dieci persone.
In Europa, i settori culturali e creativi danno lavoro a 8,7 milioni di persone, il 3,8% della forza lavoro dell’Unione, attraverso 1,2 milioni di imprese. Tuttavia, la spesa pubblica media per la cultura nei Paesi UE si ferma attorno allo 0,5% del PIL.
Per affrontare questo squilibrio, Constellations of Change avanza una serie di proposte operative, tra cui politiche pubbliche accompagnate da programmi di attuazione concreti, modelli di finanziamento pluriennali e più stabili, e l’integrazione delle pratiche artistiche partecipative in ambiti come salute, educazione, migrazione e sviluppo urbano.
Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo ha commentato: “Questo studio conferma con dati ed evidenze ciò che osserviamo da anni attraverso molte esperienze sostenute dalla Fondazione: la cultura, quando coinvolge attivamente le persone e le comunità, diventa uno strumento capace di creare partecipazione, inclusione e fiducia.”
La ricerca è stata condotta da The Field Società CooperativaFondazione Santagata per l’Economia della Cultura e KEA European Affairs incrociando dati quantitativi, casi di studio, interviste e analisi delle politiche pubbliche.



