Nel mattino di questa settimana le Borse europee hanno registrato un balzo notevole, spinto dalla notizia che la Federal Reserve ha attuato il primo aumento dei tassi di interesse dal 2023. Il movimento ha colto di sorpresa molti investitori ma ha immediatamente iniettato fiducia nei mercati, con una crescita uniforme dei principali indici. In particolare, il CAC 40 di Parigi ha guadagnato lo 0,45% posizionandosi a 8.176 punti, il DAX tedesco è salito del 0,56% fino a 25.681 punti, mentre il FTSE 100 britannico ha chiuso la prima ora con un +0,39% a 10.730 punti.
Reazione iniziale dei principali indici europei
Oltre alle capitali citate, anche la Borsa di Milano ha mostrato una performance robusta, chiudendo con un +0,7% e attestandosi intorno ai 23.000 punti, seguita da vicino da Londra (+0,65%) e Parigi (+0,6%). La crescita è stata supportata da una leggera espansione dei future americani: il Nasdaq è salito del 0,45% e il Dow Jones ha registrato un incremento marginale dello 0,05%. Gli analisti avevano già ipotizzato una stretta di 25 punti base da parte della Fed, una previsione che ha trovato conferma ed è stata accolta con ottimismo dal mercato europeo, quasi allo stesso modo di quanto la BCE ha operato lo scorso 10 settembre.
Andamento dei settori e delle commodities
Il contesto di rallentamento del petrolio ha svolto un ruolo fondamentale nel sostenere i rialzi. Il WTI ha retrocesso del 2,5% a 103,2 dollari al barile, mentre il Brent ha perso l’1,6% scendendo sotto i 107 dollari. Al contempo, il gas ha mostrato una leggera ripresa (+0,9%) attestandosi a 80,7 euro per megawattora. Tra i settori azionari, i produttori di semiconduttori hanno guidato il mercato: Soitec è balzato del 14,27% dopo che Morgan Stanley ha elevato la raccomandazione a “acquistare” e raddoppiato il prezzo obiettivo a 200 euro. A seguire, ASM International (+3,79%), ASML (+2,67%) e STMicroelectronics (+1,72%) hanno confermato la tendenza positiva.
Il comparto energetico ha registrato performance miste: Shell (-0,75%), Eni (-0,6%) e BP (-0,52%) sono ceduti, mentre TotalEnergies ha marginalmente guadagnato (+0,25%). Il segmento del lusso ha ritrovato vigore, con Kering (+2,4%), Puma (+1,965%) e Brunello Cucinelli (+1,55%) in crescita. Al contrario, gli automobilistici hanno subito pressioni: Renault (-2,85%), Stellantis (-2,64%) a seguito di un downgrade di Berenberg, e Mercedes (-1,7%) insieme a Volkswagen (-1,6%).
Riflessioni sui tassi e sui rendimenti obbligazionari
Il calo dei rendimenti dei titoli di Stato ha accompagnato la spinta al rialzo dei mercati azionari. Il BTP è sceso di quasi tre punti base, attestandosi al 4,38%, mentre i Treasury americani hanno rotto la soglia del 5%, passando al 4,97% con un ribasso di 3 punti base. Il differenziale tra BTP e Bund decennali è rimasto stabile a 87,1 punti. I rendimenti dei titoli tedeschi sono scesi di 1 punto al 5,52%, quelli francesi di 1,2 punti al 4,49% e quelli britannici di 6,8 punti al 5,32%.
Nel frattempo, l’dollaro ha continuato a rafforzarsi, quotandosi sopra 1,15 sull’euro e a quasi 1,35 sulla sterlina, mentre l’oro ha mostrato una leggera debolezza (-0,14%) a 4.343,26 dollari l’oncia. Le vendite al dettaglio statunitensi di agosto hanno superato le aspettative, con un aumento dell’1,2% rispetto al previsto 0,8% e al precedente decremento dello 0,5%, fornendo ulteriore sostegno alla fiducia degli investitori.
I dati suggeriscono che, finché la Federal Reserve continuerà a dimostrare un impegno deciso nella lotta all’inflazione, i mercati rimarranno propensi a reagire favorevolmente a ogni segnale di rigore monetario, con particolare attenzione a settori ad alta tecnologia e al lusso, che al momento guidano la performance.



