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Don Antonio Mazzi: l’ultimo saluto a Milano tra commozione e testimonianze

Milano ha reso omaggio a don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, con un funerale emozionante. Tra applausi e musica, la città ha celebrato la sua vita e il suo impegno sociale

Don Antonio Mazzi: l’ultimo saluto a Milano tra commozione e testimonianze

Don Antonio Mazzi ha ricevuto l’ultimo saluto il 31 luglio nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, dove si è svolta una cerimonia funebre alla quale hanno partecipato migliaia di persone tra amici, collaboratori, giovani di Exodus e autorità cittadine.

La cerimonia ha segnato la chiusura della pagina pubblica della vita del sacerdote, nato nel 1929 e morto all’età di 96 anni, ma ha anche ribadito l’eredità della comunità Exodus fondata nel 1980 e con sede nazionale alla Cascina Molino Torrette nel cuore del Parco Lambro.

Presenze e omaggi a Sant’Ambrogio

Alla basilica sono intervenuti il sindaco Beppe Sala che ha proclamato il lutto cittadino, e l’europarlamentare Giorgio Gori. Tra i presenti figuravano Lele Mora, Beppe Marotta e il sacerdote don Luigi Ciotti che ha ricordato il ruolo pubblico e civile di don Mazzi con queste parole: “Ha fatto davvero un grande percorso educativo. È stata la testimonianza cristiana che ha portato, evangelica, ma anche la testimonianza civile.”

Il feretro è stato salutato con un lungo applauso e con un singolo girasole a decorare la bara; sono state portate corone tra cui quella della Curva Sud del Milan e inviati omaggi anche dai Pooh, segno delle relazioni che il sacerdote aveva costruito nel tempo.

Musica, volantini e il testamento spirituale

La cerimonia è stata scandita dalla musica, con i brani cantati dai ragazzi e dagli amici di Exodus tra cui “Io vagabondo” dei Nomadi e l’inno “L’Aquila Reale”. Poco prima della conclusione sono stati distribuiti volantini con la preghiera del “ciao” scritta dallo stesso don Mazzi: “Ciao – si legge – è leggero come un bacio. Il ciao è dolce come un cioccolatino. Il ciao è fraterno come un abbraccio. Il ciao è travolgente come un sorriso.”

Il ruolo della musica nel percorso educativo della comunità è stato richiamato anche da Franco Mussida, che ha raccontato il proprio incontro con la comunità e l’inizio di laboratori musicali. Mussida ha detto: “Nel 1996, mi presentai davanti al cancello della Comunità Exodus al Parco Lambro di Milano. Suonai il campanello per cercare Don Antonio. Avevo in mente di trasferire in comunità il lavoro sulla Musica che svolgevo a San Vittore con i ragazzi dipendenti da sostanze.”

Il corteo, il trasferimento e le ultime disposizioni

Al termine della cerimonia il corteo funebre si è diretto verso il tempio crematorio del cimitero di Lambrate dove il feretro è stato accompagnato per le operazioni di rito. Successivamente è stata disposta la sepoltura presso l’Abbazia di Maguzzano in provincia di Brescia, luogo indicato per il riposo finale.

Durante l’omelia il sacerdote don Massimiliano Parrella ha richiamato il valore del “ciao” di don Mazzi come sintesi del suo messaggio evangelico. La partecipazione ha visto anche esponenti del mondo sportivo e musicale, con l’intervento simbolico di figure legate a Inter e ai protagonisti della scena musicale che avevano collaborato con la comunità.

L’eredità di Exodus e il lavoro con i giovani

Don Antonio Mazzi, ordinato nel 1956 aveva fondato Exodus con l’obiettivo di offrire percorsi di recupero ai giovani con dipendenze e disagio sociale. La sede alla Cascina Molino Torrette nel Parco Lambro è rimasta un punto di riferimento nazionale per programmi educativi e laboratori, compresi quelli musicali che hanno coinvolto i ragazzi nel corso degli anni.

La cerimonia ha visto la partecipazione diretta dei “suoi ragazzi”, testimoni della dimensione quotidiana del lavoro di don Mazzi, e ha ricevuto omaggi da più parti della città e della cultura milanese. Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2026.

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