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Perché Milano-Cortina 2026 è percepita come un modello per i grandi eventi

Quasi otto italiani su dieci lodano il modello distribuito e l'uso di impianti esistenti: ecco cosa emerge dall'indagine

Perché Milano-Cortina 2026 è percepita come un modello per i grandi eventi

Il passaggio delle fiamme e la chiusura delle competizioni non hanno spento il dibattito sul valore dei Giochi: un’indagine condotta dall’Istituto Piepoli in collaborazione con WePlan fotografa oggi il sentiment degli italiani nei confronti di Milano-Cortina 2026.

I numeri raccontano un quadro di ampia approvazione, con percentuali significative che descrivono non solo il seguito mediatico ma anche la percezione degli effetti concreti sull’economia e sul territorio.

Secondo il sondaggio, il 78% degli intervistati ha seguito le gare e il 66% si è dichiarato ben informato e coinvolto: dati che sottolineano la capacità comunicativa dell’evento. Questo esito invita a riflettere su come la comunicazione e la gestione operativa abbiano contribuito a creare un senso di partecipazione nazionale, elemento che va oltre il puro spettacolo sportivo.

Organizzazione e struttura: perché il modello ha convinto

Gran parte del consenso deriva dalla formula adottata: una distribuzione delle competizioni su più località e l’uso prevalente di impianti già esistenti. Il 79% degli intervistati valuta positivamente la scelta di concentrare eventi in varie sedi e il 77% giudica favorevolmente l’impiego di strutture consolidate. Questo approccio è spesso descritto come modello diffuso, cioè una strategia che privilegia la cooperazione territoriale e riduce la necessità di nuove opere civili, minimizzando così i rischi di spreco.

Il valore della pianificazione e della legacy

La combinazione di pianificazione operativa e attenzione alla legacy è stata indicata come elemento determinante. Il 72% ha espresso un parere favorevole sull’organizzazione complessiva, mentre il 66% vede in modo positivo le infrastrutture realizzate o potenziate. Per gli esperti coinvolti nella candidatura, una strategia di legacy ben definita trasforma un evento temporaneo in opportunità durature per il turismo e l’occupazione.

Impatto economico, territorio e immagine internazionale

Dal punto di vista economico il giudizio è altrettanto netto: il 76% degli intervistati ritiene che i Giochi abbiano generato effetti positivi sull’economia nazionale e la stessa percentuale riconosce benefici per i territori in termini di turismo, occupazione e sviluppo locale. Questi numeri indicano come un evento ben gestito possa fungere da catalizzatore per flussi turistici e investimenti, con ritorni tangibili per le comunità ospitanti.

Sostenibilità e percezione dell’eredità

La sostenibilità, pur ottenendo valutazioni leggermente inferiori rispetto ad altri ambiti, raccoglie comunque il 65% di giudizi favorevoli, segnalando una buona base di apprezzamento ma anche la richiesta di ulteriori miglioramenti. L’eredità complessiva dei Giochi è vista positivamente dal 66% degli intervistati: un risultato che conferma la sensazione diffusa di un lascito concreto, sia in termini infrastrutturali che reputazionali.

Verso il futuro: replicabilità del modello italiano

Un dato particolarmente rilevante emerso dall’indagine è la fiducia nella replicabilità del modello: il 79% dei cittadini ritiene che l’approccio adottato da Milano-Cortina 2026 possa essere applicato anche ad altre candidature italiane per grandi eventi sportivi, culturali o espositivi. Questo consenso rafforza l’idea che una progettazione attenta, basata sull’efficienza delle strutture esistenti e sulla collaborazione tra territori, sia percepita come strada sostenibile per eventi futuri.

Nel complesso, l’indagine dell’Istituto Piepoli con il contributo di WePlan suggerisce che Milano-Cortina 2026 abbia lasciato un’impronta positiva: non solo spettacolo sportivo, ma anche un insieme di ricadute economiche, sociali e d’immagine che la maggioranza degli italiani riconosce e valuta favorevolmente. Il risultato apre scenari per strategie replicabili e per un uso più sostenibile e coordinato dei grandi eventi nel prossimo futuro.