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Monopattini a Milano: cosa cambia con targa e obbligo assicurativo

Dal 16 maggio scatta l'obbligo della targa e da luglio entra in vigore l'assicurazione Rc auto: ecco procedure, costi e problemi segnalati

Monopattini a Milano: cosa cambia con targa e obbligo assicurativo

Il panorama della micromobilità urbana a Milano si sta uniformando a regole più stringenti: il monopattino elettrico non è più soltanto un mezzo leggero e informale, ma richiede documentazione e coperture specifiche per circolare. Contrassegno identificativo, targa adesiva e, in seguito, una polizza Rc auto diventano elementi obbligatori.

Questa trasformazione coinvolge migliaia di cittadini, proprietari privati e flotte in sharing, e solleva interrogativi pratici su tempi di rilascio, costi e modalità di controllo.

Le novità normative introdotte dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prevedono scadenze e procedure precise: il primo adempimento operativo riguarda la targa, disponibile tramite la piattaforma telematica della motorizzazione; l’obbligo assicurativo invece è previsto a partire da luglio, con un termine per la regolarizzazione esteso fino al 16 luglio per esigenze tecniche. Tra ritardi nelle consegne e richieste di proroga si apre il dibattito su sicurezza, burocrazia e impatto sul servizio sharing.

Cosa prevede la nuova normativa

Al centro del decreto c’è il contrassegno identificativo, un’etichetta prodotta dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato che deve essere adesiva, plastificata e non rimovibile. Il contrassegno va applicato in modo visibile sul parafango posteriore o, in assenza di questo, sul piantone dello sterzo. Per poter circolare, ogni monopattino deve essere associato a un codice univoco inserito nella banca dati gestita dal Centro elaborazione dati della motorizzazione, tramite la piattaforma telematica nazionale dedicata ai monopattini.

Il ruolo della piattaforma e le operazioni disponibili

La piattaforma è l’unico canale ufficiale per presentare la domanda di rilascio, richiedere il ritiro del contrassegno, segnalare furti o smarrimenti e cancellare i veicoli. L’accesso avviene esclusivamente con Spid di secondo livello o con la carta d’identità elettronica, strumenti necessari per completare la procedura telematica. Dopo l’inoltro della richiesta, l’utente riceve una notifica via email e può prenotare il ritiro fisico presso l’ufficio motorizzazione selezionato; in alcune città le motorizzazioni hanno ampliato gli slot di appuntamento per gestire l’afflusso.

Costi, sanzioni e tempistiche

Il prezzo complessivo per ottenere il contrassegno è composto dal costo del tagliando, dall’imposta di bollo e dai diritti di motorizzazione: la somma arriva a circa 33 euro, con il prezzo base del contrassegno fissato a 8,66 euro. Chi circola senza targa rischia sanzioni amministrative che variano da 100 a 400 euro, con possibilità di riduzione pagando entro cinque giorni. I controlli possono essere effettuati da polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizie locali.

Scadenze e proroghe richieste

Il primo obbligo operativo per la targa è entrato in vigore dal 16 maggio, mentre l’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo è prevista a partire da luglio, con il termine ultimo per la stipula della polizza spostato al 16 luglio a seguito di richieste del settore assicurativo. Organizzazioni come il Codacons hanno chiesto proroghe perché molte pratiche risultano ancora inevase: il rischio concreto è che utenti che hanno presentato istanza nei termini possano trovarsi comunque scoperti per ritardi nella consegna fisica del contrassegno.

Assicurazione e implicazioni pratiche

La legge richiede una polizza Rc auto specifica per monopattini, che deve indicare il codice del contrassegno identificativo per avere validità. Questo requisito esclude molte polizze generiche “famiglia” che non sono strutturate per collegare il veicolo alla piattaforma del ministero. Se più persone usano lo stesso monopattino, è importante verificare se la polizza copre tutti i conducenti o solo l’intestatario; in caso contrario un sinistro causato da un familiare non indicato in polizza potrebbe non essere coperto.

Conseguenze per il servizio sharing

Le società di sharing hanno segnalato centinaia di richieste inevase: se un mezzo non riceve il contrassegno entro la data di entrata in vigore, dovrà restare fermo per non incorrere in sanzioni. Questo può determinare interruzioni del servizio e contenziosi contrattuali con gli utenti. Per mitigare il problema, operatori e motorizzazioni hanno attivato procedure straordinarie, ma rimangono preoccupazioni sulla tempistica e sull’efficacia dei controlli sul territorio.

Conclusioni e consigli pratici

Per chi usa quotidianamente il monopattino la raccomandazione è di completare la procedura online il prima possibile: accedere alla piattaforma telematica con Spid o carta d’identità elettronica, prenotare il ritiro e valutare una polizza Rc auto che riporti il codice del contrassegno. Chi gestisce flotte in sharing dovrebbe monitorare le pratiche e pianificare eventuali fermo mezzi temporanei. Sul piano collettivo, la sfida è bilanciare sicurezza e praticità per non penalizzare la mobilità sostenibile che ha cambiato le abitudini di città come Milano.