Un ciclo di tele che racconta il movimento e l'emozione della direzione orchestrale

La Galleria Previtali arte contemporanea presenta una serie di opere che mette al centro il rapporto tra musica e immagine: venti dipinti dedicati ai direttori d’orchestra di fama internazionale, interpretati dall’artista Eros Guglielmo. Ogni tela nasce dall’osservazione dell’atto direttoriale e cerca di restituire non solo la fisionomia del gesto, ma anche la carica emotiva che lo accompagna, trasformando il movimento in una sorta di partitura visiva.
Le opere esposte giocano con la tensione tra raffigurazione e astrazione, dove il segno si fa ritmo e la tavolozza diventa strumento. L’intento è di far emergere l’«adesso» del concerto: un istante congelato che contiene tutta la dinamica dell’esecuzione. Il visitatore è invitato a leggere il quadro come si ascolta una sinfonia, cercando i riferimenti di luce, gesto e colore che compongono la narrazione pittorica.
L’idea e la tecnica dietro le tele
Al centro del progetto c’è la volontà di tradurre in immagine il concetto di direzione come atto corporeo e intellettuale. Eros Guglielmo lavora con pennellate rapide e stratificate per cogliere il movimento e la forza direttoriale, creando un dialogo tra segno e silenzio. Le opere non sono ritratti fotografici: sono interpretazioni in cui la pittura si comporta come una membrana sonora, pronta a vibrare al minimo impulso del gesto.
Il rapporto tra suono e immagine
L’artista parla di un processo quasi sinestetico: il gesto del direttore diventa un codice visivo che orienta la composizione cromatica. In queste tele, il ritmo musicale è suggerito da linee spezzate, salti di colore e sovrapposizioni materiche che funzionano come un spartito immaginato. Il risultato è una narrazione in cui la vista e l’udito si sfiorano, offrendo una lettura sensoriale dell’azione scenica.
Il linguaggio pittorico e le scelte espressive
Lo stile di Guglielmo si colloca in una chiave che potremmo definire neo-espressionista: mantiene un riferimento realistico al volto e al corpo dei direttori, ma lo trasfigura con colori intensi e segni rapidi. Le pennellate sono spesso irrequiete, mirate a catturare l’essenza piuttosto che il dettaglio. Questo approccio mette in primo piano il dynami smo e l’intensità emotiva dell’atto direttoriale, trasformando ogni figura in un simbolo dell’energia musicale.
Materialità e struttura compositiva
La materia pittorica è usata per tracciare una sorta di mappa del movimento: accumuli di colore definiscono i piani, mentre sottili segni indirizzano lo sguardo lungo percorsi ritmici. L’uso del contrasto tra campiture dense e zone più rarefatte crea tensioni interne che rimandano al crescendo e al decrescendo musicale. In questo senso, la tela diventa un palcoscenico dove il direttore è al tempo stesso figura protagonista e impulso generatore.
Informazioni per visitare la mostra
La rassegna si tiene presso la Galleria Previtali arte contemporanea, via Elia Lombardini, 14, Milano, ed è visitabile dal 09-04-2026 al 23-05-2026. L’esposizione è aperta tutti i giorni tranne dom e lun, con orario 16.00-19.30. L’ingresso è gratuito e l’accesso è libero, una proposta pensata per avvicinare un pubblico ampio all’incontro tra arti visive e musica.
Contatti e organizzazione
Per informazioni è possibile contattare la galleria al numero 3388718349 o tramite mail a info@galleriaprevitali.it. Sul sito http://www.galleriaprevitali.it si trovano ulteriori dettagli e la mappa per raggiungere la sede. L’iniziativa è curata da Jacqueline Ceresoli e organizzata dalla Galleria Previtali arte contemporanea, che firma l’allestimento e il coordinamento degli eventi collegati.
Perché vale la pena vederla
Questa mostra si rivolge sia agli appassionati di musica sia agli amanti della pittura che cercano un’esperienza sensoriale diversa: la possibilità di osservare come il gesto diventi linguaggio pittorico. I lavori di Eros Guglielmo offrono una testimonianza visiva della tensione emotiva tipica del concerto, trasformando il direttore in un archetipo del movimento creativo. Visitare l’esposizione significa accettare un invito a leggere il suono attraverso il colore e a ritrovare nella pittura le dinamiche più intime dell’esecuzione musicale.





