Controlli straordinari della polizia al Salone del Mobile: misure anti-borseggio, un arresto per ordine di carcerazione e l'allontanamento di un gruppo organizzato

Il 27 aprile 2026, in occasione della settimana del Salone del Mobile, la polizia di Stato di Milano ha rafforzato i servizi di prevenzione nell’area della Rho Fiera Milano e lungo le principali direttrici dei mezzi pubblici che collegano il polo espositivo.
Questa operazione nasce da una decisione assunta in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Claudio Sgaraglia, con l’obiettivo di garantire maggiore tutela ai visitatori italiani e stranieri presenti all’evento.
L’attività ha previsto controlli mirati su banchine, treni e aree esterne alla fiera, con agenti in uniforme e in borghese impiegati nei servizi antiborseggio. Durante le verifiche sono state identificate più di 200 persone e sottoposti a controllo diversi veicoli, confermando l’attenzione delle forze dell’ordine verso fenomeni predatori tipici delle grandi manifestazioni fieristiche.
Operazioni e risultati principali
Le operazioni sul territorio hanno portato a risultati concreti: oltre all’identificazione massiva dei presenti, la polizia ha proceduto con l’emissione di provvedimenti di allontanamento per un gruppo sospettato di praticare il furto con destrezza e ha eseguito un ordine di carcerazione. In particolare, il lavoro investigativo ha permesso di isolare comportamenti ricorrenti riconducibili a una tecnica consolidata di furto sui treni e negli spazi affollati attorno alla fiera.
Arresto ed esecuzione di un ordine di carcerazione
Nel corso dei controlli gli agenti hanno riconosciuto e arrestato una donna di nazionalità bosniaca di 39 anni sulla quale pendeva un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Roma per reati predatori, con una pena residua di 11 anni e 8 mesi. Dopo le formalità di rito la donna è stata accompagnata presso la casa circondariale di Bollate. Questo arresto sottolinea come i provvedimenti giudiziari possano tradursi rapidamente in esecuzioni grazie al coordinamento tra uffici e pattuglie sul campo.
Il gruppo di borseggiatrici: dinamiche e provvedimenti
Particolare evidenza hanno avuto le attività rivolte a un gruppo composto da 15 donne, per lo più di origine dell’Europa dell’Est, notate muoversi con atteggiamenti sospetti sulle banchine e all’uscita dei padiglioni. Gli agenti del Commissariato Rho, impegnati in un servizio antiborseggio, hanno proceduto all’identificazione completa dopo che alcune esponenti del gruppo avevano tentato di eludere i controlli simulando malori o dichiarando gravidanze.
Profilo del gruppo e ruolo dei minori
Dagli accertamenti nelle banche dati è emerso che le maggiorenni, con età compresa tra i 20 e i 38 anni, vantavano numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e a carico di molte gravavano già divieti di dimora. All’interno del gruppo sono state identificate anche due minori bosniache, di 12 e 13 anni, che secondo le autorità sarebbero state reclutate per osservare e apprendere il mestiere del borseggio: un fenomeno che le forze dell’ordine definiscono come uso dei minori per attività predatorie. Per le maggiorenni sono stati disposti provvedimenti amministrativi di allontanamento, finalizzati a impedire il ritorno immediato nell’area fieristica.
Modalità operative e prevenzione futura
Le indagini hanno sfruttato anche le riprese delle telecamere di videosorveglianza dei treni e delle stazioni, che hanno permesso di ricostruire il modus operandi tipico: le sospette salivano su convogli affollati insieme alle vittime, agivano con rapidità e scendevano prima delle fermate successive per evitare controlli. La presenza coordinata di personale sanitario e forze di polizia ha consentito verifiche immediate sulle condizioni dichiarate dai sospetti e ha limitato tentativi di elusione del controllo.
Il bilancio operativo e il racconto degli agenti invitano a mantenere alta l’attenzione nelle manifestazioni di massa: la sinergia tra pattuglie in stazione, controlli ai varchi e l’uso di banche dati giudiziarie si è rivelata fondamentale per prevenire reati e tutelare i visitatori. Il modello adottato a Rho può essere replicato in altre fiere e grandi eventi, combinando misure di prevenzione proattive con interventi rapidi quando emergono segnali di attività illecite.





