Un riassunto del calendario teatrale del festival a Milano Crocevia, con date, teatri e temi principali che vanno dalla memoria alla crisi climatica

Il festival Presente Indicativo | Milano Crocevia propone nei prossimi appuntamenti una sequenza di produzioni che attraversano temi sociali, identitari e filosofici. In questo panorama si alternano autori emergenti e registi affermati, spettacoli di parola e progetti che mescolano teatro e tecnologie, offrendo un mosaico di linguaggi e sguardi sulla contemporaneità.
Di seguito presentiamo i titoli principali, le date e i luoghi di rappresentazione, con brevi note sui temi affrontati e sugli autori. L’obiettivo è orientare il pubblico tra proposte che vanno dalla riscrittura classica alla sperimentazione multimediale, mantenendo uno sguardo attento alle questioni di genere, migrazione e memoria.
Il cartellone di maggio: temi e protagonisti
Tra il 14 e il 30 maggio si concentra la parte più ricca del programma: produzioni che spaziano dal monologo a doppia voce fino a performance che dialogano con l’intelligenza artificiale. Tra questi, Flusso (25 – 30 maggio, Teatro Grassi) vede in scena Lino Guanciale in un monologo per due attori firmato da Christian di Furia, un testo che alterna poesia e lucidità feroce per esplorare la condizione umana.
Incontri con la tecnologia e la memoria
Il programma ospita lavori che mettono a tema la tecnologia e la memoria collettiva. Oracle (23 – 24 maggio, Teatro Strehler) di Łukasz Twarkowski intreccia teatro e multimedia per mettere a confronto il pensiero di Alan Turing, l’intelligenza artificiale e le ombre etiche della tecnologia. Sul fronte della memoria e della trasmissione, By Heart (14 – 16 maggio, Teatro Grassi) di Tiago Rodrigues indaga il motivo per cui si imparano i testi a memoria e il potere della trasmissione contro l’oblio.
Storie di identità, migrazione e desiderio
Al centro della rassegna ci sono narrazioni intime e collettive: The City of Arrival (16 – 24 maggio) è un progetto che esplora le stanze degli studenti a Milano per parlare di migrazione, identità e ricerca di una nuova casa, mentre Valentina (15 – 17 maggio, Teatro Strehler) racconta il viaggio di una madre e della figlia provenienti dalla Romania per curare un cuore malato: una storia in cui la bambina vive sospesa tra due lingue e la speranza di un possibile miracolo.
Crisi del desiderio e lotta contro la violenza
Temi di attualità emergono anche in titoli più personali: Orgasmo (21 – 22 maggio, Teatro Studio Melato) è l’opera di Niccolò Fettarappa, autore e interprete under 30 che riflette sulla crisi del desiderio nella società post Covid. In chiave di impegno sociale, Il processo Pelicot (24 maggio, Teatro Studio Melato) di Milo Rau e Servane Dècle rende omaggio a una donna caduta nell’immaginario collettivo come simbolo della lotta contro la violenza di genere.
Proposte classiche, sperimentazioni e riflessioni future
Il festival non rinuncia ai classici e alla sperimentazione: tra le prime scene torna Il malato immaginario (20 – 26 aprile, Teatro Grassi), la commedia irresistibile di Molière diretta da Andrea Chiodi con protagonisti Tindaro Granata e Francesca Porrini. Sul fronte della sperimentazione filosofica, Circo Zarathustra (6 – 10 maggio, Teatro Grassi) di Leonardo Petrillo porta in scena una rilettura vivace di Friedrich Nietzsche, costruita come un piccolo circo di idee che cerca senso e leggerezza.
Infine, La Distance (15 – 16 maggio, Teatro Studio Melato) immagina l’anno 2077 e una crisi climatica che spinge una famiglia in esilio su Marte: il regista Tiago Rodrigues mette in scena il dialogo tra un padre e la figlia come specchio delle paure contemporanee. A completare il quadro, Elogio della vita a rovescio (18 – 19 aprile, Teatro Grassi) è il personale di Daria Deflorian che si concentra sul rapporto tra sorelle, tema ricorrente nei libri di Han Kang.
Questo cartellone propone dunque un equilibrio tra riflessione e intrattenimento, offrendo al pubblico di Milano e dei dintorni l’occasione di confrontarsi con storie che spaziano dal privato al collettivo. Per chi desidera approfondire, ogni titolo offre chiavi di lettura diverse, tra linguaggi tradizionali e sperimentazioni che parlano al presente.





