×

Studentato diffuso a Milano: 347 posti letto ricavati da appartamenti Aler

Regione Lombardia e Aler riorientano 210 alloggi verso uno studentato diffuso da 347 posti letto per sostenere il diritto allo studio e riqualificare quartieri popolari.

Studentato diffuso a Milano: 347 posti letto ricavati da appartamenti Aler

La Giunta di Regione Lombardia ha approvato un progetto per creare uno studentato diffuso a Milano sfruttando 210 appartamenti di Aler, con l’obiettivo di ricavare complessivamente 347 posti letto destinati a studenti fuori sede, dottorandi, partecipanti a master e corsi di alta formazione, oltre a docenti e tutor.

L’iniziativa punta a ridurre la pressione del mercato privato degli affitti attraverso soluzioni abitative sostenute da fondi pubblici e a valorizzare immobili esistenti tramite interventi di ristrutturazione.

La distribuzione degli alloggi e le caratteristiche principali

Gli appartamenti coinvolti nel progetto sono dislocati in tre aree della città: nel sud-est vengono recuperati 74 alloggi a Calvairate e 94 nella zona di Molise, mentre a nord-est si interviene su 42 unità a Niguarda. Tutte le soluzioni previste risultano ben collegate ai principali poli universitari milanesi, un elemento chiave per la fruibilità degli spazi da parte degli studenti. La scelta di collocare lo studentato in quartieri popolari è motivata anche dall’idea di favorire un mix abitativo che renda i territori più dinamici e socialmente integrati.

Tipologia e ubicazione

Le abitazioni interessate sono appartamenti di proprietà di Aler Milano situati in più vie cittadine, tra cui esempi come via Ponale e viale Molise, che saranno oggetto di lavori per adeguare gli spazi a una funzione residenziale collettiva per studenti. Gli interventi riguarderanno non soltanto la sistemazione degli alloggi ma anche l’adeguamento degli impianti e degli spazi comuni necessari per una convivenza sostenibile, secondo criteri di efficienza e qualità abitativa.

Finanziamento, tempi e modalità di gestione

Per finanziare le opere il progetto si avvarrà di risorse messe a disposizione dal PNRR e da un bando ministeriale dedicato al diritto allo studio: questa scelta consente di intervenire senza gravare sui bilanci locali ordinari. I lavori di ristrutturazione dovranno essere completati entro fine 2027 per rendere gli alloggi disponibili a partire dal 2028, conformemente alle condizioni del finanziamento. La tempistica stretta impone una pianificazione esecutiva e un’affidabilità dell’operatore scelto per la realizzazione degli interventi.

Concessione e durata

La gestione degli alloggi sarà affidata da Aler a un soggetto privato tramite un bando in concessione che comprende la progettazione esecutiva, l’esecuzione dei lavori e la gestione delle assegnazioni per un periodo di 12 anni. Questo vincolo pluriennale mira a garantire la stabilità della destinazione d’uso e la sostenibilità del servizio nel tempo, assicurando che gli spazi rimangano riservati al mondo accademico e didattico secondo il perimetro previsto dal bando.

Canoni, proventi e destinazione delle risorse

Una volta operativo, il studentato diffuso adotterà canoni concordati nell’ambito del diritto allo studio: il range indicativo va da circa 250 fino a 600 euro al mese, a seconda delle determinazioni ministeriali e del livello di contributo previsto dal bando. I ricavi derivanti dalla valorizzazione degli immobili sono stimati in circa 1,4 milioni di euro e saranno reinvestiti per la manutenzione del patrimonio di case popolari gestito da Aler Milano, creando così un circolo virtuoso tra riqualificazione e cura del parco abitativo pubblico.

Implicazioni per il mercato degli affitti

L’intervento è pensato come misura di alleggerimento per chi cerca soluzioni abitative a prezzi accessibili nell’area metropolitana: offrendo posti letto con canoni inferiori alla media del mercato privato, il progetto intende sostenere il diritto allo studio e ridurre l’esposizione economica delle famiglie. Allo stesso tempo, il recupero di immobili pubblici limita consumo di nuovo suolo e promuove pratiche di rigenerazione urbana.

Impatto sui quartieri e prospettive sociali

Oltre alla funzione abitativa, l’iniziativa mira a generare ricadute positive sui quartieri interessati: la presenza stabile di studenti e personale accademico può favorire la nascita di servizi, attività commerciali e nuove relazioni sociali. L’idea è di trasformare il recupero edilizio in un’occasione per rafforzare la qualità urbana e la coesione comunitaria, mantenendo al centro la cura del patrimonio pubblico e la sostenibilità economica dell’intervento.

Valorizzazione del tessuto urbano

Secondo gli assessori coinvolti, l’inserimento di studenti nei contesti popolari rappresenta una possibilità concreta per valorizzare e diversificare il tessuto sociale, con benefici sia per i residenti sia per la comunità accademica. Il progetto si configura dunque come un esempio di politica abitativa che mette insieme riqualificazione, tutela del diritto allo studio e gestione responsabile delle risorse pubbliche.

Leggi anche