La Polizia di Stato ha scoperto una vasta rete criminale specializzata negli abusi su minori online, effettuando arresti in diverse province italiane. Questa operazione è un importante passo avanti nella lotta contro la pornografia infantile e la protezione dei minori, dimostrando l'impegno delle autorità nel garantire un ambiente online più sicuro.

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Un’operazione della Polizia di Stato ha recentemente messo in luce un problema grave legato allo sfruttamento sessuale dei minori tramite internet. Coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, questa indagine ha rivelato un sistema criminale di abusi noto come live distant child abuse.
Gli abusi vengono perpetrati in tempo reale su minori attraverso videochiamate, con la partecipazione di utenti provenienti da diversi paesi.
Il ruolo del CNCPO e le indagini sotto copertura
Il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) ha avviato indagini in sinergia con il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Milano. L’operazione ha coinvolto agenti specializzati che hanno condotto attività investigative sotto copertura. Queste operazioni sono state supportate da strutture presenti in altre città, tra cui Roma, Trento e Reggio Calabria. L’obiettivo primario era individuare i luoghi virtuali frequentati da chi si dedica a questo tipo di sfruttamento.
Scoperta di una rete ben organizzata
Le indagini hanno svelato un sistema complesso in cui gli abusi venivano commissionati da individui chiamati buyer, i quali pagavano per assistere e controllare in tempo reale le violenze perpetrate da trafficker o vendor, presenti fisicamente accanto alle vittime. Questi contatti avvenivano attraverso pagamenti elettronici, definiti tips, per evitare di attirare l’attenzione delle autorità.
Arresti e ulteriori indagini
L’operazione ha portato all’arresto di due uomini nelle province di Trento e Reggio Calabria. Altre quattro persone, di età compresa tra i 47 e i 57 anni, sono state denunciate in diverse province, tra cui Roma, Latina, Brescia e Milano. I dispositivi informatici sequestrati durante le perquisizioni sono attualmente sotto analisi per scoprire ulteriori dettagli sui flussi finanziari e identificare altri responsabili coinvolti.
Modalità di contatto e trattamento delle vittime
Gli incontri tra i buyer e i vendor si svolgevano inizialmente su piattaforme asiatiche di intrattenimento per adulti, dove venivano proposti spettacoli vari, incluso quello con minori. Successivamente, gli incontri si trasferivano in stanze private, dove si avviava una trattativa per la fruizione degli abusi sui bambini. Le vittime, spesso bambini in situazioni di vulnerabilità, venivano così sfruttate.
Cooperazione internazionale e tecnologie avanzate
Un aspetto fondamentale dell’indagine è stata la cooperazione internazionale con agenzie come Homeland Security Investigations degli Stati Uniti e Europol. Queste hanno fornito un supporto cruciale nella lotta contro la pedopornografia online. Grazie all’uso di tecniche di de-anonimizzazione, gli investigatori sono riusciti a infiltrarsi in comunità segrete di abusanti, tracciando i flussi finanziari e identificando i colpevoli.
Esplorazione di viaggi sospetti
Le autorità stanno anche indagando su eventuali viaggi effettuati da alcuni degli indagati verso paesi asiatici. Questo approccio mira a chiarire se gli abusi online siano stati accompagnati da violenze fisiche sui minori. La connessione tra sfruttamento online e abusi fisici rappresenta un aspetto preoccupante che richiede un’attenzione costante.
Questa indagine ha messo in evidenza l’esistenza di una rete criminale ben strutturata e la necessità di una vigilanza continua per proteggere i minori da tali atrocità. La Polizia di Stato continua a operare con determinazione per contrastare questi abusi, assicurando la sicurezza dei più vulnerabili.





