Milano si è mobilitata in piazza per difendere il Venezuela contro l'aggressione americana e per sostenere il governo di Maduro.

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Nella serata di ieri, la città di Milano ha assistito a una mobilitazione significativa sotto il slogan “Contro l’aggressione statunitense del Venezuela”. Diverse organizzazioni, tra cui Rete dei Comunisti, Cambiare Rotta e Osa, hanno unito le forze per esprimere la loro opposizione alle azioni militari americane che hanno colpito il paese sudamericano.
Contesto della protesta
Il presidio si è svolto davanti al Consolato Generale degli Stati Uniti in via Principe Amedeo, dove i manifestanti hanno esposto striscioni e bandiere, tra cui quelle del Venezuela, a sostegno del presidente Nicolás Maduro. Il presidente venezuelano è stato arrestato insieme alla moglie, Cilia Flores, dopo un raid condotto dalla milizia americana a Caracas. Questo attacco rappresenta il culmine di mesi di tensioni tra il Venezuela e gli Stati Uniti, alimentate da accuse di narcotraffico e violazioni dei diritti umani.
Le ragioni dell’intervento americano
Secondo il presidente americano Donald Trump, l’operazione è stata giustificata dalla necessità di combattere il narcotraffico, il quale, a suo avviso, sostiene il regime di Maduro. Tuttavia, molte delle operazioni condotte dall’esercito statunitense hanno sollevato interrogativi riguardo alla loro legalità e ai reali motivi politici ed economici sottostanti. Il Venezuela possiede alcune delle più grandi riserve petrolifere al mondo, fattore che rende il paese un obiettivo strategico per Washington.
Le reazioni politiche
Oltre ai gruppi di attivisti, anche la politica italiana ha partecipato alla manifestazione. Esponenti del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi Sinistra hanno espresso contrarietà all’intervento americano. Il capogruppo in Regione del M5S, Nicola Di Marco, ha sottolineato la necessità di una risposta unitaria contro le ingerenze straniere nella politica venezuelana.
Il supporto per Maduro
La mobilitazione ha registrato un forte sostegno per il governo di Maduro, considerato dai manifestanti simbolo di resistenza contro l’imperialismo statunitense. Le istituzioni politiche hanno riconosciuto che l’attacco ha radici più profonde, in particolare la questione delle risorse naturali del Venezuela. I manifestanti hanno chiesto il rispetto della sovranità del paese e hanno denunciato l’uso della forza come strumento di politica estera.
Implicazioni internazionali
L’operazione militare statunitense segna un cambiamento significativo nella geopolitica latinoamericana, suscitando preoccupazioni in paesi come Cina e Russia, storicamente sostenitori del governo di Maduro. Le reazioni a livello internazionale si sono rivelate variegate, con numerosi stati che hanno espresso disappunto per l’azione unilaterale degli Stati Uniti. Il presidente colombiano Gustavo Petro ha manifestato una \”profonda preoccupazione\” riguardo alla situazione, sottolineando l’importanza di rispettare il diritto internazionale.
La Commissione Europea ha adottato un atteggiamento di cautela, ribadendo l’importanza di una soluzione pacifica e del rispetto della Carta delle Nazioni Unite. In questo contesto, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato di seguire attentamente la situazione, sottolineando che ogni azione deve rispettare il diritto internazionale.
La manifestazione di Milano rappresenta un chiaro segnale di opposizione all’intervento americano in Venezuela, evidenziando l’importanza della sovranità nazionale e delle risorse locali. Mentre la comunità internazionale continua a monitorare la situazione, l’attenzione si concentra su come il governo venezuelano risponderà a queste nuove sfide e sulla possibilità di un cambiamento pacifico o di un ulteriore conflitto.





