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'Ndrangheta, il potere in Brianza: c'è una svolta nelle indagini sull'omicidio di Rocco Cristello

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Tra le 792 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Milano spuntano anche diversi nomi di personaggi della politica e della sanità brianzola come leggiamo su IlGiorno. La 'ndrangheta infatti è fortemente radicata anche in quella zona (la foto mostra la Marcia della Legalità di Monza, immagine tratta da IlCittadino).

I personaggi al momento non risultano indagati, ma nell'ordinanza vengono citati rapporti diretti o indiretti con la criminalità. Si legge:

"La posizione di Candeloro Pio quale persona di spicco nell'ambito della malavita locale non è riconosciuta solo all’interno della cosca desiana, ma anche da settori della vita civile che si rivolgono a lui allorchè hanno bisogno di intimidire eventuali avversari personali. A lui si rivolge infatti Natale Marrone, personaggio inserito nella vita politica di Desio in quanto presidente del circolo territoriale di Alleanza Nazionale di Desio, peraltro neo eletto consigliere comunale a Desio con oltre 400 voti di preferenza, il quale per proprie ambizioni chiede a Candeloro Pio di esperire un'azione violenta nei confronti di Rosario Perri, all'epoca capo area tecnica del settore edilizia privata del Comune di Desio.

Peraltro il rifiuto di Candeloro Pio è dovuto esclusivamente al fatto che Rosario Perri è 'appoggiato' da persone evidentemente di rispetto" 

Candeloro Pio è il caposocietà della 'locale' di Desio e braccio destro di Annunziato Moscato, ritenuto dagli inquirenti legato al clan Iamonte di Melito Porto Salvo.

Ecco un altro stralcio dell'ordinanza:

"Candeloro Pio ha l'aspirazione a voler condizionare la futura vita politica di Desio e Cesano Maderno, al fine di trarre vantaggi per la cosca (Candeloro Pio: ma quando sono le elezioni? fammi parlare a me, parlo con Mazzacuva; Giuseppe Sgrò, detto 'Peppe', ritenuto dagli inquirenti un importante affiliato alla 'locale' di Desio: perchè ci vuole una ditta che lo chiama…

si porta al sindaco una lista e gli fa una chiamata; Pio: parlo io con Pon…cu, cu Mazzacuva, perchè a Mazzacuva, a coso se lo stanno giocando; Sgrò: renditi conto!; Pio: no io comunque, minchia amico dottore… una volta che arrivi a Cesano, arrivi dappertutto; Sgrò: arriviamo pure da questi di Paderno?; Pio: ci prepariamo andiamo a trovare tutti; Sgrò: noi un centocinquanta voti sicuri; Pio: si con centocinquanta voti perde non vorrei; Sgrò: no, non è che deve fare il sindaco, l’assessore!; Pio: no, ma lui deve sfondare e deve essere lui a dirigere poi.

Cioè dobbiamo essere noi poi a dire chi va a cosa; Sgrò: Non è male la pensata quello; Pio: lo chiamiamo, domani lo chiamiamo il dottore…)"
 
Si parla anche di Francesco Bertè, direttore sanitario del carcere di Monza:

"Il direttore sanitario della casa Circondariale di Monza, Francesco Bertè, non si è sottratto ai contatti con elementi della 'ndrangheta ed anzi ha cercato la contiguità con esponenti dell’organizzazione criminale. Sono state infatti intercettate numerose conversazioni dove Bertè chiede un appoggio elettorale a Rocco Cristello (esponente di rilievo della locale di Mariano Comense ucciso il 27 marzo 2008), già detenuto presso il carcere dove il primo presta servizio, il quale lo mette in contatto con un movimento politico apparentemente di secondo piano a livello locale (Movimento europeo diversamente abili, abbreviato in MEDA), ma certamente in grado (almeno a livello potenziale) di raccogliere numerosi consensi"

Cristello avrebbe favorito il contatto tra il MEDA e Bertè "in quanto un eventuale incarico pubblico di quest'ultimo ridonderebbe a favore delle imprese di Cristello (Cristello: questo è un amico mio, mangiamo insieme, vado a casa sua io di questo qua, lui mi sta dando una mano per fare queste cose..

tu lo sai, sai cosa significa prendere la direzione del…. Se io… gli dico… c'è questo ospedale, dobbiamo prendere la manutenzione degli impianti…). In questo contesto si inseriscono altri reciproci favori che intercorrono tra Cristello e Bertè, la disponibilità di Bertè a prenotare e fare effettuare visite mediche a Cristello a titolo di favore e Cristello ricambia i favori facendo ristrutturare la taverna della casa di Bertè".

Rocco Cristello però viene ucciso a Verano Brianza, alla fine del mese di marzo di due anni fa, sul vialetto di casa. Cristello era la figura più rappresentativa della 'locale' di Giussano e Seregno.

Come leggiamo su IlCittadino nelle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia Michele Iannello

"Cristello veniva indicato già alla fine degli anni Ottanta-inizi anni Novanta come il contabile del 'locale' insistente su Seregno. 'Locale' che poi, a causa delle vicissitudini giudiziarie che hanno coinvolto vari esponenti, ha subìto modifiche in ordine alla sua composizione e alle cariche. Cristello, quindi, avrebbe assunto il controllo sia della cosca che del territorio, un ruolo di assoluto prestigio anche in seno alla cosca-madre Lombardia"

Ci sarebbero quindi delle nuove ipotesi legate al suo omicidio: la sua morte infatti sarebbe da ricollegare alla guerra scoppiata tra Cristello e Rocco Stagno. Come aveva dichiarato Carmelo Novella tra Cristello e Stagno ci sarebbero stati problemi perchè uno riteneva l'altro responsabile del proprio arresto.

Desio e Seregno in sintesi sono tra le aree più coinvolte dalla maxi inchiesta contro la 'ndrangheta come leggiamo sempre su IlCittadino.

Nel gruppo di Desio, oltre a Moscato, Pio e Minniti, figurano:

Saverio Moscato (deceduto un paio di settimane fa), Domenico Pio, Giuseppe Minniti, Giuseppe Sgrò, Edoardo Sgrò, Candeloro Polimeni, Antonino Tripodi, Domenico Manna, G.S., Francesco Di Palma, Bartolo Foti, V.C.. In manette anche i fratelli Marrone, Natale e Ignazio, titolari dell'autodemolizioni di via Ferravilla (ma non sono accusati di associazione mafiosa).

Facevano invece parte della 'locale' di Seregno:

Antonino Belnome, Cosimo Squillacioti, Antonio Stagno, Tommaso Calello, Salvatore di Noto, Simone di Noto, Gerardo Gambardella, Cristian Silvagna, Antonio Squillacioti, Agazio Squillacioti, Luigi Tarantino, Giuseppe Tedesco, Raffaele Tedesco, Fabio Agostino, Giovanni Castagnella, Giuseppe Daniele, Vincenzo Romano, Srgio Sannino, Rocco Stagno

I capi dell'organizzazione erano Antonino Belnome, nominato dopo la morte di Cristello, Cosimo Squillacioti (contabile) e Antonio Stagno (capo della ndrina distaccata di Seregno). Riporta IlCittadino che Belnome è accusato anche di aver pianificato e preso parte all'omicidio di Novella.

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