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E' ufficiale, anche Lucio Stanca lascia la poltrona di amministratore delegato di Expo 2015

Leggiamo su Repubblica la conferma (quasi) ufficiale: a più di due anni dalla vittoria di Parigi l'amministratore delegato Lucio Stanca rassegnerà le sue dimissioni. L'Expo forse sarà affidata a Giuseppe Sala, il direttore generale del Comune. Stanca ha precisato: "Il progetto dell'Expo è passato dalla fase di progettazione a quella di realizzazione e, secondo la ... <a title="E' ufficiale, anche Lucio Stanca lascia la poltrona di amministratore delegato di Expo 2015" class="read-more" href="https://milano.notizie.it/cronaca-milano/2010/06/24/e-ufficiale-anche-lucio-stanca-lascia-la-poltrona-di-amministratore-delegato-di-expo-2015/" aria-label="Read more about E' ufficiale, anche Lucio Stanca lascia la poltrona di amministratore delegato di Expo 2015">Read more</a>

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Leggiamo su Repubblica la conferma (quasi) ufficiale: a più di due anni dalla vittoria di Parigi l'amministratore delegato Lucio Stanca rassegnerà le sue dimissioni. L'Expo forse sarà affidata a Giuseppe Sala, il direttore generale del Comune.

Stanca ha precisato:

"Il progetto dell'Expo è passato dalla fase di progettazione a quella di realizzazione e, secondo la Finanziaria questo cambia la governance e rende di fatto superata la figura dell'amministratore delegato"

Durante la riunione del cda non si parlerà solo delle dimissioni di Stanca.

Pare che siano stati tagliati oltre 5 milioni sul preventivo di quest'anno (di quasi 24). Continua Repubblica:

"I progetti nazionali e internazionali sono stati praticamente azzerati: da 2 milioni a solo 100mila euro. Anche i costi per rappresentare Milano all'Expo di Shanghai sono calati da 2 a 1,1 milioni, così come i viaggi e le trasferte (da 1,3 a 1). In picchiata le sponsorizzazioni: a bilancio c'erano 8,5 milioni; non si supereranno i 3,2 e ad aprile in cassa c'erano solo 200mila euro arrivati dai privati. Ma la spesa dovrà calare ancora. A cominciare da quella per il personale. Le prime teste hanno cominciato a cadere: una decina di dipendenti  –  su un centinaio  –  sono già stati lasciati a casa e qualcuno ha già iniziato ad avviare azioni legali. Altri licenziamenti seguiranno"

La società inoltre non ha ancora potuto comprare i terrenidove dovranno sorgere i padiglioni del 2015, tuttora di proprietà di Fondazione Fiera e gruppo Cabassi. Ad acquistarli sarà una società formata da Regione, Comune e Provincia, ma si cerca tuttora una soluzione per risparmiare sul costo finora preventivato.

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