Il giovedì 29 ottobre 2026, alle prime ore della mattinata, i Carabinieri del ROS hanno operato a San Giuliano Milanese, nell’hinterland della città, per mettere in custodia cautelare un ventiduenne residente nella provincia di Milano. L’ordinanza, emessa dal gip del Tribunale di Milano su richiesta della Procura della Repubblica, è scattata dopo che gli investigatori hanno raccolto elementi sufficienti a sostenere il reato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo.
Il provvedimento ha subito attirato l’attenzione delle autorità locali, poiché il soggetto in questione era impegnato in una serie di attività di autoaddestramento finalizzate alla realizzazione di ordigni esplosivi e alla modifica di armi da fuoco. Le indagini, condotte con il supporto del Comando provinciale di Milano, hanno rivelato un progetto preciso volto a colpire due luoghi di culto: una sinagoga e un centro di preghiera islamico, entrambi situati nell’area metropolitana milanese.
Detenzione a San Giuliano: i fatti di giovedì 29 ottobre
Nel frattempo, il Raggruppamento operativo speciale ha fatto irruzione nell’appartamento del giovane, trovando diversi dispositivi elettronici che contenevano documenti, video e appunti relativi alla preparazione di attentati. Gli esemplari rinvenuti illustrano, passo passo, le modalità per fabbricare esplosivi chimici, i componenti necessari e i metodi per alterare armi da fuoco, indicando una conoscenza tecnica non trascurabile. Secondo le ricostruzioni, l’indagato aveva inoltre avviato contatti con fornitori di sostanze chimiche, dimostrando una volontà concreta di passare dalla teoria alla pratica.
Indagini sui dispositivi elettronici: piani di attacco e autoproduzione
L’analisi forense dei telefoni cellulari, dei laptop e di altri dispositivi ha consentito di ricostruire un quadro dettagliato delle intenzioni del sospetto. Tra i file rinvenuti, spiccano istruzioni su come assemblare cariche esplosive a base di nitrato d’ammonio, schemi per la conversione di pistole semiautomatiche in armi automatiche e mappe con indicazioni precise dei target prescelti. Tali elementi costituiscono prove di gravità indiziaria che hanno motivato la decisione di imputare al giovane il reato previsto dall’articolo 270-quinquies del codice penale.
Ideologia e propaganda: tracce di Anders Breivik
Oltre agli aspetti tecnici, la perquisizione ha fatto emergere un’importante componente ideologica. Nei file digitali sono presenti scritti e dichiarazioni attribuiti ad Anders Breivik, responsabile delle stragi di Oslo e Utøya nel 2011, nonché materiale propagandistico di matrice suprematista, accelerazionista, negazionista della Shoah e xenofoba. Il giovane aveva catalogato tali contenuti come “testamenti” e li aveva condivisi su piattaforme criptate, alimentando un discorso di odio volto a destabilizzare la convivenza interreligiosa. Questa ricerca ideologica è stata valutata come elemento aggravante dalla Procura.
Procedura giudiziale: custodia cautelare e accusa di addestramento terroristico
Il gip del Tribunale di Milano, dopo aver esaminato le conclusioni delle indagini, ha disposto la custodia cautelare in carcere per il ventiduenne, ritenuto un pericolo per l’ordine pubblico. L’accusa formale ricade nella fattispecie di addestramento ad attività con finalità di terrorismo, punibile con pene severe. Le autorità hanno ribadito che il provvedimento non è una condanna, ma una misura preventiva per garantire che il sospetto non possa concretizzare i piani finora accertati. Le successive fasi del procedimento giudiziario stabiliranno se le prove raccolte siano sufficienti a dimostrare la volontà concreta di compiere gli attentati.



