Nei giorni del 21 e 22 ottobre 2026 l’istituto tecnico e liceo Primo Levi di Bollate ha subito nuovi danni causati dal maltempo: pioggia intensa ha provocato infiltrazioni d’acqua che hanno allagato aule, la biblioteca, l’archivio e i laboratori d’informatica, mentre parti dei controsoffitti si sono staccate e, in alcuni spazi, sono cadute sul pavimento.
Di fronte alla situazione, la dirigente scolastica Elisabetta Boselli ha disposto l’evacuazione delle aree a rischio e la sospensione delle lezioni, trasferendo gli studenti nell’auditorium e sulle tribune del palazzetto dello sport. La reazione degli studenti è stata immediata: è scattato uno sciopero e una mobilitazione per ottenere risposte sulla sicurezza dell’edificio.
Sopralluoghi dei vigili del fuoco e limitazioni degli accessi
Alle verifiche hanno partecipato i Vigili del Fuoco, tecnici della Città Metropolitana e rappresentanti dell’impresa incaricata dei lavori di rifacimento del tetto. I rilievi hanno accertato la presenza di aree pericolose: alcune sono state immediatamente segnalate e delimitate per impedirne l’accesso, mentre un ulteriore settore è stato transennato perché si trova sotto un terrazzo oggetto dei cantieri in corso e potrebbe diventare a rischio in caso di nuove precipitazioni.
Esiti tecnici e punti critici
I sopralluoghi hanno evidenziato come il danno non si limiti a singoli punti: le infiltrazioni hanno interessato spazi diversi, dalla biblioteca ai depositi, e in più punti è emersa la necessità di interventi strutturali. Il distacco di calcinacci dai controsoffitti segnala il deterioramento della copertura, mentre l’acqua presenti sui pavimenti richiede operazioni di asciugatura e verifica dell’impiantistica elettrica nei locali coinvolti.
Mobilitazione studentesca e richieste formali
Gli studenti, già in protesta il 13 e 14 ottobre 2026 per lo stato di degrado dell’edificio, hanno interpretato gli eventi di questa settimana come l’ennesima dimostrazione della precarietà delle condizioni di studio. Durante l’ultima mobilitazione hanno occupato spazi comuni e si sono raccolti nel palazzetto per decidere le azioni successive, richiedendo garanzie sulla messa in sicurezza e certezze sui tempi di conclusione dei lavori.
Nel corso delle manifestazioni sono stati denunciati anche problemi non strutturali ma rilevanti per la vita quotidiana della scuola: furti di biciclette, motorini e monopattini durante le ore di lezione e bagni insufficienti o privi di porte funzionanti. Queste segnalazioni hanno alimentato il malcontento e la richiesta di un intervento complessivo da parte delle istituzioni competenti.
Interazione istituzionale: interrogazioni e sopralluoghi
La vicenda è stata portata all’attenzione della Città Metropolitana: è stato programmato un nuovo sopralluogo per venerdì 23 ottobre 2026 per verificare lo stato di avanzamento dei cantieri avviati nei mesi precedenti per la rifacimento della copertura e la manutenzione delle aule già colpite da infiltrazioni precedenti. Nel frattempo è stata depositata un’interrogazione scritta da parte di un consigliere metropolitano per sollecitare chiarimenti e interventi urgenti.
Il progetto di rifacimento del tetto è stato quantificato in 2,5 milioni di euro: secondo Roberto Maviglia, delegato all’edilizia scolastica della Città Metropolitana, la sicurezza nelle scuole e il dialogo con gli studenti restano priorità e verrà valutata la possibilità di accelerare i lavori per ridurre i disagi.
La combinazione di cantieri in corso e precipitazioni ha reso evidente la complessità dell’intervento: alcune aree già oggetto di riparazione mostrano miglioramenti ma restano punti vulnerabili che necessitano di verifiche continue, soprattutto in presenza di maltempo.
Impatto sul calendario didattico e sul quotidiano scolastico
La sospensione delle lezioni e lo spostamento degli studenti in spazi alternativi hanno alterato l’organizzazione della giornata scolastica, con lezioni svolte in luoghi non attrezzati abitualmente per tutte le attività previste, in particolare i laboratori di informatica chiusi per motivi di sicurezza. L’interruzione di alcune attività pratiche e l’indisponibilità di spazi determinano un impatto educativo che gli studenti e il personale scolastico hanno rivendicato come inaccettabile fino all’attuazione di interventi risolutivi.
La situazione resta monitorata: fino al completamento delle verifiche e degli interventi programmati, la scuola continuerà a gestire gli spazi con misure di sicurezza, mentre gli studenti manterranno alta l’attenzione sulle tempistiche e sulla qualità dei lavori promessi dalle istituzioni competenti.



