Il 17 ottobre scorso la piazza duomo di Milano è stata teatro di scontri, saccheggi e numerosi feriti. Da quel giorno, le discussioni online si sono moltiplicate, con gruppi di attivisti che hanno cercato di organizzare nuove manifestazioni per portare avanti le proprie rivendicazioni. Tra questi, il movimento Italia in Piazza ha avuto un ruolo centrale nella programmazione di un nuovo corteo previsto per sabato 24 ottobre.
Nel pomeriggio del 22 ottobre, a poche ore dall’inizio previsto dell’evento, il rappresentante milanese del gruppo, Louis Pogutz, ha comunicato tramite l’agenzia Agi che la partecipazione al corteo sarebbe stata sospesa. «C’è il rischio che si ripetano nuove violenze», ha dichiarato, aggiungendo che chi volesse andare lo farebbe a titolo personale, ma che l’organizzazione non voleva essere associata a possibili nuovi scontri.
Italia in Piazza e l’annullamento del corteo anarchico
Oltre alla decisione di Italia in Piazza, anche il corteo promosso dall’area anarchica è stato ufficialmente cancellato dagli organizzatori. Le chat interne hanno motivato la scelta con la volontà di evitare sovrapposizioni e frammentazioni tra le diverse iniziative in piazza, sottolineando che «Le lotte non sono tutte uguali, né devono esserlo». Questa chiusura è stata accompagnata da un sondaggio su Telegram, dove la maggioranza ha preferito rimandare la mobilitazione al 30 ottobre, giorno di sciopero generale indetto dai sindacati di base.
Movimento 17 ottobre punta a una serie di manifestazioni settimanali
Il Movimento 17 ottobre, nato anch’esso sui social dopo i fatti del 17 ottobre, ha confermato la propria intenzione di organizzare proteste ogni sabato nelle principali città italiane, compresa Milano. Un comunicato su Instagram ha annunciato la pubblicazione di dettagli tattici per otto piazze il 23 ottobre, evidenziando che la risposta repressiva del governo costringe il movimento a prendere decisioni più protettive per i partecipanti alle piazze.
Il governo alza le difese: decreto legge e nuove norme
In risposta agli episodi di violenza, il governo ha preparato un decreto legge da presentare al Consiglio dei ministri. Tra le misure più rilevanti: l’arrivo di 500 militari a Milano, l’introduzione del reato di danneggiamento aggravato e l’«arresto obbligatorio» per chi commette devastazioni durante una manifestazione, con possibilità di differimento entro 48 ore sulla base di filmati. Il fermo preventivo sarà esteso a 24 ore e verrà rafforzato l’avviso orale del questore. Durante una riunione a Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni, insieme a Matteo Piantedosi, Guido Crosetto, Francesco Lollobrigida, Antonio Tajani e Matteo Salvini, ha ribadito l’impegno dello Stato a garantire la libertà di manifestazione, ma con una risposta ferma contro le condotte criminali.



