Il Teatro Milano accoglie dal 15 al 18 ottobre la rivisitazione di Non ti pago, una delle opere più celebri di Eduardo De Filippo. Sotto la direzione di Luca De Filippo, figlio del celebre drammaturgo, la rappresentazione ripropone una storia densa di ironia e dramma, dove il gioco d’azzardo diventa metafora di credenze radicate e conflitti familiari.
Il ritorno di “Non ti pago” al palcoscenico milanese
La nuova messa in scena, programmata per le serate del 15, 16, 17 e 18 ottobre, vede al centro della scena Salvo Ficarra nei panni di Ferdinando Quagliuolo, gestore di un banco del lotto ossessionato dalla superstizione. Accanto a lui, Carolina Rosi interpreta Concetta, la moglie paziente, mentre Nicola Di Pinto dà vita a Mario Bertolini, l’impiegato che riceve involontariamente il dono del destino. Il cast è completato da Mario Porfito, Paola Fulciniti, Gianni Cannavacciuolo e altri interpreti, tutti valorizzati da una scenografia di Gianmaurizio Fercioni e costumi curati da Silvia Polidori. La colonna sonora, firmata da Nicola Piovani, e le luci di Salvatore Palladino contribuiscono a creare un’atmosfera che alterna leggerezza a tensione.
Trama: superstizione, sogni e litigio per la vincita
Ferdinando Quagliuolo gestisce il suo banco del lotto con la certezza che il padre defunto, Don Saverio, gli invierà in sogno la combinazione vincente. La sua vita ruota attorno a questa attesa, ma la notte in cui il sogno arriva, è Mario a svegliarsi con le cifre suggerite dal fantasma. Il giovane, innamorato di Stella – figlia di Ferdinando – scommette e vince una somma colossale. L’orgoglio ferito di Ferdinando lo spinge a reclamare il biglietto, generando una spartizione che mette a dura prova i legami familiari. Un colpo di pistola a salve esplode durante la scena clou, enfatizzando la parodia di un conflitto che sfocia in tragedia comica.
Il ruolo della famiglia e della credenza nel destino
La regia di Luca De Filippo evidenzia come Eduardo De Filippo abbia sempre esplorato la disgregazione dei rapporti familiari. In Non ti pago la famiglia Quagliuolo diventa un microcosmo di una società che si frattura sotto il peso di credenze irrazionali. Concetta e Stella, pur essendo al centro della vicenda, rimangono marginali rispetto alla fissazione di Ferdinando, il quale vede nel fantasma del padre l’unica legittimazione dei propri desideri. La presenza dell’avvocato Strumillo e del curato Don Raffaele rafforza il quadro di una comunità che, pur intervenendo, non riesce a spezzare il ciclo di ostinazione del protagonista.
Informazioni pratiche: biglietti, orari e curiosità
Lo spettacolo ha una durata complessiva di due ore, suddivise in una prima parte di 45 minuti, un intervallo di 15 minuti e una seconda parte di un’ora. I biglietti sono disponibili in Platea a €35 (intero) o €22 (ridotto – under 25 e over 65) e in Balconata a €28 (intero) o €19 (ridotto). È possibile acquistare i biglietti presso la biglietteria del teatro o online, con opzioni di abbonamento per chi desidera assistere a più rappresentazioni. Tra le curiosità del palcoscenico, la produzione è in coproduzione con Gli Ipocriti, Melina Balsamo, il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e il Teatro Stabile di Catania, garantendo una forte sinergia tra realtà teatrali italiane.



