Il pomeriggio del 20 ottobre 2026, poco prima delle 16.30, ha visto l’apertura di una situazione di emergenza nel cuore di Milano. Una scintilla, originatasi sotto le grate di Corso Vittorio Emanuele II al civico 8, ha dato il via a un piccolo incendio sotterraneo. Il fuoco, nato in spazi interrati difficili da individuare, ha generato una densa coltre di fumo che è rapidamente salita alla superficie, penetrando un negozio di abbigliamento adiacente.
Il personale del negozio, avvertendo l’inaspettata nebbia grigia, ha provveduto ad allertare i Vigili del Fuoco. I clienti, preoccupati, sono stati invitati a evacuare l’ambiente mentre i soccorsi si avvicinavano. Fortunatamente, non si sono registrati feriti né intossicati, ma la presenza di fumo ha richiesto un intervento rapido per evitare che la situazione peggiorasse.
Il rogo scoppiato sotto le grate di Corso Vittorio Emanuele II
L’incendio ha avuto origine nelle intercapedini che si trovano al di sotto del marciapiede, spazi che ospitano tubature e condutture varie. Le fiamme, alimentate da materiale combustibile presente nel sottosuolo, hanno prodotto rapidamente una colonna di fumo che ha trovato uscita attraverso le grate della via pedonale. Le autorità sono ancora alle prime indagini per capire se la causa sia legata a un corto circuito, a un malfunzionamento di impianti o a una qualche forma di negligenza.
Diffusione del fumo nel locale commerciale
Il fumo, denso e vischioso, ha invaso il locale di moda in pochi minuti, creando un clima di panico tra i clienti e i dipendenti. L’aria interna è diventata rapidamente irrespirabile, costringendo il personale a chiudere i battenti e a far uscire chiunque si trovasse all’interno. Grazie all’intervento tempestivo, i presenti hanno potuto allontanarsi senza subire danni, ma l’incidente ha evidenziato la vulnerabilità dei negozi situati in prossimità di strutture sotterranee.
Intervento coordinato di Vigili del Fuoco e Nucleo SAF
Le squadre del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di via Messina sono arrivate sul posto in pochi minuti. Dopo aver accerchiato l’area e isolato le fiamme, i pompieri hanno iniziato lo spegnimento con l’uso di schiuma antincendio e getti d’acqua mirati. Per accedere all’intercapedine, dove era ancora presente la fiamma, è stato chiamato in supporto il Nucleo SAF (Speleo-Alpino-Fluviale) specializzato in operazioni in spazi confinati.
Procedura di messa in sicurezza dell’area
Il Nucleo SAF ha impiegato tecniche di derivazione alpinistica su corde, permettendo ai soccorritori di raggiungere le zone più difficili senza compromettere la stabilità delle strutture sovrastanti. Una volta dentro, gli operatori hanno posizionato estinguitori manuali e ventilatori per dissipare il fumo residuo, garantendo una completa estinzione del rogo. Dopo l’intervento, è stata eseguita una verifica tecnica che ha confermato l’assenza di focolai attivi.
Al termine delle operazioni di spegnimento, l’intera zona è stata bonificata e dichiarata sicura. L’area è rimasta chiusa per alcuni minuti affinché i tecnici potessero controllare l’assenza di gas tossici e verificare l’integrità delle infrastrutture sotterranee. Il negozio di abbigliamento ha potuto riaprire solo dopo aver ricevuto il nulla osta dalle autorità competenti.
Le indagini per identificare le cause dell’incendio sono ora in corso. I tecnici del Comando dei Vigili del Fuoco collaborano con esperti di energia elettrica e con gli amministratori del Comune di Milano per analizzare i dati delle installazioni presenti sotto la via. L’obiettivo è capire se sia stato un guasto tecnico, un’incuria o un fattore esterno a determinare l’accensione, al fine di prevenire futuri eventi simili in altre zone della città.



