Il Teatro Carcano presenta una proposta scenica inattesa: Invito a Teatro un racconto corale scritto da Gabriele Vacis e Lella Costa, in cui le figure femminili della Divina Commedia parlano direttamente al pubblico. L’evento è inserito nella stagione Invito a Teatro e vuole ridefinire il ruolo delle donne nella poetica dantesca, offrendo al pubblico un punto di vista “insolito” ma rigorosamente documentato.
Le voci femminili che guidano Dante verso la salvezza
Tra le poche presenze femminili nella Divina Commedia Beatrice occupa il posto più sacro: è la luce che accompagna il poeta nel Paradiso, assumendo un ruolo quasi sacerdotale. La regia di Gabriele Vacis rende evidente come questo gesto fosse radicale per il XIV secolo – la donna non è più solo oggetto d’amore, ma guida spirituale. Il testo sottolinea anche l’ambivalenza di questo ruolo, facendo emergere la tensione tra l’ideale dantesco e le convenzioni dell’epoca.
Francesca, Taide e Gemma: confessioni dal profondo delle terzine
Il secondo segmento mette a confronto tre figure marginali: Francesca da Rimini, condannata all’Inferno per il suo amore adultero; Taide, la prostituta delle Malebolge, costretta a nuotare nel letame per motivi che vanno oltre la mera professione; e Gemma Donati, moglie e madre di Dante, che spiega la difficoltà di vivere accanto a un marito che idolatra un amore celestiale diverso dal proprio. Le quattro protagoniste, interpretate da attrici che alternano ironia e serietà, mantengono una fedeltà storica senza scivolare nella parodia, offrendo al pubblico una prospettiva intima su tematiche ancora attuali.
Un approccio ironico ma rispettoso della storia
Le battute sono costruite con un equilibrio delicato: l’ironia non è usata per sminuire la tragedia, ma per evidenziare le contraddizioni sociali. Per esempio, Beatrice descrive il suo viaggio come “una tournée divina”, mentre Gemma commenta che “l’amore di Dante è più alto del suo salto di qualità domestico”. Questo stile permette allo spettatore di approfondire il significato simbolico dei personaggi senza perdere il contatto con la realtà storica.
Scenografia, luci e la mostra annessa
Il lavoro di Roberto Tarasco nella scenofonia e nei “luminismi” crea un’atmosfera che oscillaa fra l’oscurità infernale e la luce paradisiaca, enfatizzando il percorso emotivo delle protagoniste. Nel foyer è allestita la mostra “Tra un manifesto e uno specchio”, curata dal fotogiornalista Giuseppe Nicoloro. Le quaranta fotografie, scattate nei principali teatri milanesi, ritraggono gli artisti nei loro camerini, offrendo uno sguardo intimo sulla trasformazione da “persona” a “personaggio”. La sinergia tra spettacolo e mostra arricchisce l’esperienza del pubblico, proponendo una riflessione sul ruolo del dietro-le-quinte nella costruzione del mito.
Grazie alla regia di Gabriele Vacis, alla scenografia di Roberto Tarasco e al contributo fotografico di Giuseppe Nicoloro, il Teatro Carcano offre una serata che combina storia, arte visiva e teatro di parola confermando il suo ruolo di punto di riferimento per gli amanti della cultura a Milano.



