Nel dibattito che si è svolto nell’aula del Pirellone, un gruppo di pendolari ha chiesto al Parlamento di affrontare il problema cronico dell’accessibilità delle stazioni ferroviarie in Lombardia. La loro iniziativa, nata da anni di lamentele quotidiane, ha visto la presenza di rappresentanti del movimento, tra cui il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, che ha illustrato con dati concreti le difficoltà incontrate da chi ha mobilità ridotta.
Il comitato pendolari porta la questione dell’accessibilità in Parlamento
Il comitato dei pendolari ha raccolto testimonianze di utenti, familiari e operatori, evidenziando come ascensori fuori uso, banchine non allineate e l’assenza di servizi dedicati (come le Sale Blu) trasformino la quotidianità in una vera e propria sfida. Durante la conferenza stampa, il consigliere Fragomeli ha sottolineato che la mancanza di un piano di governance dell’accessibilità rende inefficace l’impiego dei fondi già stanziati dalla Regione.
Dati ufficiali sulla fruibilità delle stazioni lombarde
Le statistiche fornite dal consigliere indicano che, se si considera l’intera rete di 423 stazioni gestite in Lombardia, il 99 % delle stazioni a binario unico è accessibile. Tuttavia, la situazione peggiora drasticamente quando si osservano le stazioni gestite da RFI, la maggioranza della rete: solo il 65,1 % consente l’accesso a tutti i binari, il 34,9 % permette l’ingresso su almeno un binario e il 27,3 % garantisce la totale fruibilità su ognuno di essi. Al contrario, la rete Ferrovienord registra percentuali più elevate – 81,2 % di stazioni con tutti i binari accessibili, 68,4 % con almeno un binario utilizzabile e 62,4 % di stazioni completamente fruibili.
Fondi regionali inutilizzati e criticità operative
Parallelamente ai dati sulla fruibilità, è emerso che una parte consistente dei fondi destinati ai Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) resta inutilizzata. La consigliera del Movimento 5 Stelle, Paola Pizzighini, ha evidenziato che circa il 36,8 % delle risorse assegnate ai Comuni non è stato speso, con picchi del 75 % a Pavia, 73 % a Monza Brianza, 58 % nella Città Metropolitana di Milano e 57 % a Varese. Il problema, secondo Pizzighini, non è la mancanza di denaro, ma l’incapacità di far convergere risorse e bisogni in modo efficace.
Le testimonianze raccolte includono il caso di Calolziocorte, stazione classificata “plus” che dal 2024 non dispone di ascensori funzionanti, impedendo a chi usa la sedia a rotelle di accedere a tutti e quattro i binari. Analogamente, in provincia di Lecco, il 54 % delle stazioni non è totalmente accessibile, dimostrando che la problematica è diffusa anche nelle aree meno densamente servite.
Le richieste del comitato al Parlamento
Il gruppo di pendolari ha avanzato tre richieste concrete: creare un centro regionale di competenza per l’accessibilitàistituzione di un registro telematico aggiornato e programmi di formazione per i tecnici comunali. L’obiettivo è rendere le risorse disponibili immediatamente operabili, evitando ulteriori ritardi burocratici. La speranza è che, con una governance più chiara, le percentuali di stazioni veramente accessibili possano aumentare rapidamente, passando dal 27,3 % attuale a un valore più vicino alla totalità.
La lotta dei pendolari, alimentata da dati precisi e da testimonianze dirette, potrebbe aprire la strada a una Lombardia più inclusiva, dove ogni piattaforma ferroviaria diventa una tappa accessibile per tutti i cittadini.



