Sabato 19 settembre 2026 il comune di Rozzano è tornato al centro dell’attenzione nazionale. Nei due giorni precedenti, mercoledì 16 e giovedì 17, dei cortei spontanei non autorizzati – spesso descritti come ronde – hanno portato a scontri, aggressioni e alla manifestazione più pacifica del venerdì 18. Il sindaco Mattia Ferretti ha voluto chiarire la posizione dell’amministrazione, sottolineando che “Le ronde non sono Rozzano” e che la città non è abitata da persone violente.
Le proteste di mercoledì e giovedì: da passeggiata a ronda violenta
In mattinata di mercoledì 16 una donna di 40 anni è stata strattonata da un giovane di origine marocchina, identificato come il marocchino di 24 anni che poco dopo è stato picchiato da passanti. L’episodio, diffuso rapidamente tra i residenti, ha scatenato una catena di violenze: la sera stessa il medesimo giovane è stato nuovamente aggredito, seguito da un altro individuo di origine marocchina, 38enne e ubriaco, ferito da due fratelli noti alle forze dell’ordine. Le autorità hanno dovuto intervenire con carabinieri e polizia locale per calmare la situazione e garantire la sicurezza dei passanti.
Il ruolo dei carabinieri e dell’annuncio di un reato di odio
Una nota d’archivio della procura di Milano riporta che i carabinieri hanno aperto un’indagine ipotizzando il reato di percosse con aggravante dell’odio razziale. L’annotazione è stata resa pubblica pochi giorni dopo gli scontri, evidenziando l’attenzione delle forze dell’ordine verso il possibile movente razzista alla base di almeno una delle aggressioni.
Risposta istituzionale: fondi, dialogo e condanna delle ronde
Il primo cittadino ha ribadito che “La città ha fatto capire di non essere frequentata da persone violente” e che le autorità hanno già avviato una serie di provvedimenti. Rozzano, con i suoi 5.500 alloggi popolari su 40.000 abitanti, è stata definita zona rossa dal Governo e ha ricevuto circa 27 milioni di euro attraverso il Decreto Caivano-bis. La maggior parte dei fondi è destinata a iniziative sportive e progetti per i giovani, con l’obiettivo di ridurre i fenomeni di microcriminalità.
Ferretti ha inoltre dichiarato di mantenere un contatto costante con il questore e il prefetto sottolineando che “Le ronde sono qualcosa di non accettabile”. Il sindaco ha enfatizzato che “Il diritto a manifestare è sacrosanto ma deve avvenire in modo pacifico e autorizzato” ricordando la passeggiata interculturale di venerdì 18, in cui numerosi abitanti hanno dimostrato la propria volontà di vivere in un contesto sereno.
Prospettive future e richieste della cittadinanza
Nonostante i fondi e i messaggi di condanna, la realtà quotidiana di Rozzano resta complessa. La presenza di gruppi criminali, le tensioni tra residenti e la percezione di un territorio “abbandonato” hanno alimentato le richieste di una maggiore presenza di forze dell’ordine. Il sindaco, insieme all’assessore Domenico Anselmo ha promesso di continuare a mediare con i cittadini, invitandoli a utilizzare canali istituzionali per esprimere le proprie preoccupazioni. La speranza è che le risorse stanziate possano tradursi in progetti concreti, riducendo la tentazione di ricorrere a “giustizia fai-da-te” e promuovendo una convivenza più pacifica nel comune delle porte di Milano.



