Nel cuore di Sesto San Giovanni, nel nord di Milano, si trova un complesso residenziale che racconta una storia di abbandono e trascuratezza. Via Nino Bixio ospita un edificio gestito da Aler, che da almeno dieci anni mostra segni evidenti di degrado. Le reti verdi, installate per sostenere i balconi, e i tubi di fortuna sono diventati simboli di una situazione che richiede interventi urgenti.
L’esterno: un segnale di allarme
All’esterno, il complesso appare come un ammasso di stelle verdi cadenti. Le reti, presenti da almeno dieci anni, e i tubi di fortuna sono l’unico ostacolo che impedisce il crollo dei balconi. Alcuni pezzi, come denunciano i residenti, sono già caduti, colpendo le auto parcheggiate nelle vicinanze. Questo scenario è solo l’inizio di una situazione che peggiora man mano che ci si avvicina all’interno dell’edificio.
L’interno: un ambiente insalubre
Entrando nel complesso, la situazione non migliora. Il cancello ha la serratura rotta, permettendo l’ingresso di senzatetto e estranei. Nel giardino, soprattutto nella zona posteriore, si vedono escrementi che attirano topi e veicoli sfasciati. Crepe nei muri e rifiuti collocati all’interno di gabbie, dove i bambini si arrampicano, aggiungono ulteriori pericoli. La gabbia più pericolosa è attaccata a una torre di ventilazione.
Le cantine: un pericolo nascosto
Scendendo nelle cantine, la situazione diventa ancora più critica. Alcuni ingressi non sono utilizzati, come si può notare dai rifiuti sparsi, mentre altri sono costellati di avvisi per gli intrusi. Mobili accatastati da anni sotto e sopra tubi con rivestimento sbriciolato sono un segnale di allarme. I condomini segnalano la presenza di amianto presente anche sotto al tetto, aggiungendo un ulteriore livello di pericolo.
Gli appartamenti: un inferno quotidiano
Il vero inferno, però, si trova ai piani superiori. La residente di un appartamento in alto ha raccontato che la sua casa è stata dichiarata inagibile dall’Asl per lo stato in cui versa. Le continue infiltrazioni hanno coperto di muffa le pareti, rovinando muri, soffitti, pavimenti e mobili, molti dei quali marciti. Questa situazione va avanti da dieci anni, ma ancora non è arrivato un intervento. L’Unione inquilini ha spiegato che Aler ha ribadito di essere in difficoltà economica, lasciando i residenti in una condizione di abbandono.



