In un’operazione che ha dell’incredibile, la Polizia di Stato ha smascherato una banda di ricettatori grazie a un oggetto apparentemente innocuo: una console da gaming. L’episodio, avvenuto a Milano ha visto il coinvolgimento di tre individui, due cittadini cileni di 27 e 28 anni e un cittadino peruviano di 28 anni, che sono stati fermati per ricettazione e denunciati per porto di armi od oggetti atti ad offendere.
L’operazione della Polizia di Stato
Tutto è iniziato il 25 agosto quando gli agenti hanno individuato un’auto sospetta nei pressi di via Padova a Milano. L’autovettura, con a bordo i tre uomini, è stata seguita fino a via Fiuggi dove i malviventi si sono diretti verso uno stabile. Il giorno successivo, gli agenti appostati vicino all’abitazione in uso al cittadino cileno di 28 anni, hanno monitorato i movimenti del gruppo. Verso le 23, i tre sono stati fermati mentre rientravano in casa con borse e sacchi pieni di refurtiva.
La perquisizione e il bottino
Durante la perquisizione, gli agenti hanno trovato arnesi da scasso e una vasta gamma di oggetti rubati: joystick una console da gamingorologimoniligioiellicapi d’abbigliamento e accessori per un valore complessivo superiore a 100mila euro. L’abitazione era utilizzata dalla banda come base operativa.
La console che ha svelato tutto
L’elemento chiave dell’indagine è stata la console da gaming. Grazie ai dati registrati al suo interno, gli investigatori sono riusciti a risalire alla proprietaria della refurtiva: una donna italiana di 51 anni residente fuori provincia. La donna, inizialmente ignara dell’accaduto, ha poi confermato l’effettivo furto presso la sua abitazione. Questo dettaglio ha permesso di chiudere il cerchio e di incastrare definitivamente i malviventi.
Inoltre, il cittadino cileno di 28 anni, alla guida dell’autovettura, è stato sanzionato perché sprovvisto di regolare patente di guida mai conseguita. Questo ulteriore elemento ha complicato ulteriormente la situazione per i tre fermati.
L’operazione della Polizia di Stato dimostra ancora una volta come la tecnologia possa giocare un ruolo cruciale nelle indagini, svelando dettagli che altrimenti rimarrebbero nascosti. In questo caso, una semplice console da gaming è diventata l’arma segreta che ha portato alla cattura di una banda di ricettatori.



