Un vasto incendio ha devastato il deposito Brt di via Don Giovanni Minzoni, nel quartiere Bovisa di Milano, nella serata di mercoledì 8 luglio. Le fiamme, divampate poco prima delle 19.30, hanno coinvolto un’area di circa 8mila metri quadrati, causando un’enorme colonna di fumo visibile da tutta la città. Fortunatamente, non ci sono stati feriti o intossicati.
Le operazioni di spegnimento e i rischi residui
Dopo una notte di lavoro ininterrotto, i Vigili del fuoco hanno domato il 95% del rogo, concentrando le operazioni sugli ultimi focolai rimasti attivi nel cortile dell’area logistica. Tuttavia, due mezzi carichi di bici elettriche rappresentano ancora un rischio significativo. Le batterie agli ioni di litio, infatti, rendono complesso lo spegnimento definitivo. “È ancora impossibile riuscire a spegnere due mezzi carichi di bici elettriche“, hanno confermato i soccorritori, che stanno procedendo con operazioni di raffreddamento continuo.
Il ruolo degli operai nel limitare i danni
Durante l’incendio, tre persone si sono distinte per il loro coraggio. Un magazziniere ha messo in salvo tutti gli altri addetti, mentre due operai hanno continuato a sganciare rimorchi dalle porte del capannone, impedendo che venissero coinvolti. “Devo fare un plauso a due operai che si sono prodigati per allontanare i rimorchi“, ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mauro Caciolai. Le loro azioni hanno permesso di salvare oltre il doppio dei container consumati dal rogo.
Le indagini e le precauzioni per la salute pubblica
La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per incendio doloso a carico di ignoti. L’ipotesi di reato è stata formulata in via precauzionale per accertare le cause del rogo, tenendo presenti anche gli attentati dolosi accaduti in Germania. La Digos sta verificando l’eventuale presenza di sostanze acceleranti come liquido infiammabile.
Nel frattempo, il Comune di Milano ha diramato linee guida per la salvaguardia della salute pubblica. “Si chiede alla popolazione, nel raggio massimo di 2 km di evitare di sostare all’aperto, di tenere le finestre chiuse, di non utilizzare verdura coltivata sul balcone o in orti, di evitare in nidi, scuole dell’infanzia e parchi pubblici o privati che i bambini utilizzino gli spazi verdi all’aperto“, si legge in un post pubblicato sui social media. Queste precauzioni sono valide fino a ulteriori rilevazioni di Arpa.
La qualità dell’aria e le misure adottate
L’Arpa Lombardia ha confermato che sul luogo dell’incendio sono presenti gli inquinanti tipici della combustione, ma le concentrazioni non risultano preoccupanti, grazie alla dispersione dei fumi in atmosfera. I tecnici dell’Agenzia hanno installato un campionatore ad alto volume in via Baldinucci per la ricerca di eventuali sostanze microinquinanti, come diossine, furani e IPA.
Le fiamme sono divampate in un deposito posizionato a pochi passi da uno studentato e a poche centinaia di metri da uno dei campus del Politecnico di Milano. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite da un container parcheggiato all’interno di un capannone dell’area operativa dell’azienda di spedizioni, distruggendolo completamente. I vigili del fuoco hanno impedito che il rogo raggiungesse i depositi di carburante presenti nell’area, scongiurando così una tragedia.



