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Cartografia delle esposizioni: fotografie, video e installazioni da vedere in Lombardia

Guida sintetica alle principali esposizioni in corso: da antologiche di fotografia a progetti site-specific e mostre di pittura, con note su autori, sedi e tematiche.

Cartografia delle esposizioni: fotografie, video e installazioni da vedere in Lombardia

L’estate culturale in Lombardia e nelle città vicine propone un calendario ricco e multilivello: dalle grandi retrospettive ai progetti site-specific, passando per doppie personali e percorsi monografici. Questo testo mette in ordine le esposizioni principali, fornendo riferimenti agli autori, alle sedi e ai temi centrali che collegano molte di queste proposte, come il rapporto tra immagine e memoria, la relazione tra corpo e tecnologia e l’uso del materiale come strumento politico.

Fotografia e video: ritratti, autorappresentazione e paesaggi mediatici

Milano ospita più iniziative incentrate sulla fotografia e sul video. Allo spazio settantaventidue si confrontano due proposte: una retrospettiva sui celebri autoritratti in bianco e nero di John Coplans, completata da una selezione rara di opere Xerox che ne evidenziano l’aspetto sperimentale; e un progetto inedito di Alessandra Spranzi, con lavori storici e nuove opere pensate per le sale, dove fotografia e video ricomponendo memorie e oggetti familiari mettono in questione il significato dell’apparenza. A Torino, CAMERA dedica una grande mostra a Harry Gruyaert: la rassegna segue il percorso del fotografo belga dalla serie sperimentale “TV Shots” fino alle produzioni digitali più recenti, sottolineando come il colore in fotografia sia stato trasformato in strumento emotivo e percettivo.

Progetti multimediali e riflessioni sul presente

Alla Fondazione Prada, Cao Fei porta “Dash”, un progetto multimediale che indaga la convergenza tra tecnologia e agricoltura, mettendo a confronto sistemi satellitari, intelligenza artificiale e pratiche rurali tradizionali nell’area del Sud-Est asiatico e Cina. A Bergamo, gres art 671 ospita l’antologica di Isaac Julien, che intreccia cinema e arti visive in grandi installazioni video multischermo per riflettere su identità, migrazione e memoria, mentre al Castello di Rivoli Cecilia Vicuña presenta “El glaciar ido”, un’opera che connette emergenza climatica e memoria collettiva attraverso un monumentale quipu orizzontale.

Spazi storici e rassegne d’arte: dialoghi tra passato e contemporaneo

Le istituzioni museali propongono appuntamenti che collegano storia dell’arte e pratiche contemporanee. A Milano, la Triennale dedica a Francesco Clemente una retrospettiva che attraversa oltre quattro decenni di lavoro, indagando lo spazio “in-between” tra culture e spiritualità; le Gallerie d’Italia propongono “Bellezza e Bruttezza”, un confronto tra Rinascimento italiano e nord-europeo che mette in luce il rapporto tra canone estetico e rappresentazione del deforme. Palazzo Reale riunisce un’antologica su Mario Raciti, ripercorrendo oltre sessant’anni di astrazione italiana, mentre Pirelli HangarBicocca propone “The House That Jack Built” di Rirkrit Tiravanija, una mostra pensata per essere abitata, dove l’azione collettiva diventa parte integrante dell’opera.

Architettura, pedagogia e pratica comunitaria

A Bergamo, GAMeC presenta “Tabula Plena”, una installazione site-specific firmata da Fosbury Architecture e Claire Fontaine che trasforma la Sala delle Capriate in una piattaforma abitabile ispirata al pedagogista Paulo Freire. Il progetto, inserito nel programma “Pedagogia della Speranza”, unisce laboratori gratuiti e sculture-luminoso a commento della solitudine digitale, con la collaborazione di scuole locali e artisti invitati.

Completano il panorama mostre come la doppia personale “Siphonophores” alla galleria Anni Wu di Milano, che usa la metafora biologica del sifonoforo per esplorare identità e metamorfosi tramite pittura e scultura organica; la rassegna sul concettuale Vincenzo Agnetti al Museo MA*GA di Gallarate, che mette in luce il suo rapporto con la fotografia; e progetti diffusi come “Refugia” di Anouk Tschanz a Cornovecchio, che documenta con scatti analogici le micro-aree di biodiversità della pianura Padana.

Questa panoramica evidenzia come nelle prossime settimane musei e gallerie della Lombardia e delle province limitrofe offrano percorsi che oscillano tra introspezione personale e impegno collettivo, tra sperimentazione materiale e riflessione storica. Il filo comune rimane l’uso dell’immagine e della materia come strumenti per leggere il presente e rimettere in discussione ciò che diamo per familiare.

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