Il Teatro Franco Parenti ospita nuovamente Filippo Timi con una rilettura innovativa di Amleto uno spettacolo che ha già conquistato il pubblico. In questa produzione, Timi stravolge il testo shakespeariano, trasformando ogni gesto e parola in un gioco personale e una provocazione intelligente.
Lo spettacolo, che vede la partecipazione di Marina RoccoElena LiettiGabriele Brunelli e Mattia Chiarelli è un elogio della follia, dove la tragedia si mescola con la commedia in un’atmosfera circense. Le luci sono curate da Oscar Frosio mentre la produzione è affidata al Teatro Franco Parenti, con Beatrice Cazzaro come assistente alla regia e Mattia Fontana come direttore di scena.
Un Amleto annoiato e provocatorio
Filippo Timi interpreta un Amleto annoiato, stanco di ripetere la monotona storia familiare e disinteressato a Ofelia. Le voci fuori campo che lo richiamano al suo destino rimangono inascoltate, mentre intorno a lui si muovono personaggi nati dalla sua mente instabile, interpretati da Marina Rocco ed Elena Lietti. Timi utilizza il testo di Shakespeare come base per un cabaret esistenziale ed esistenzialista, mescolando valzer, musical, riferimenti a Kubrick e al Titanic, trash televisivo e riflessioni filosofiche.
La sua interpretazione è un mix di comicità e furia, dove la tragedia diventa commedia. Timi, con la sua malleabilità fisica e vocale, ricorda Carmelo Bene e affascina il pubblico con una performance magnetica. Lo spettacolo è un grandioso delirio decadente, un teatro coraggioso e onesto che esplora l’universo shakespeariano con ironia e profondità.
Le reazioni del pubblico e della critica
Il pubblico ride a ogni battuta, trascinato in un’atmosfera che ricorda quella del Globe al tempo di Shakespeare. Accanto a Timi, le figure femminili di Marina Rocco e Elena Lietti aggiungono profondità alla scena. Rocco interpreta una Marilyn ‘bionda dentro’, mentre Lietti dà vita a un’Ofelia simile a un dipinto preraffaelita.
La critica ha lodato la performance di Timi, definendola un Amleto al quadrato, straripante nei contenuti, nella forma e nell’ironia. Lo spettacolo è stato descritto come un viaggio tra potere e oblio, frivolezza e pazzia, dove Timi dimostra ancora una volta la sua capacità di innovare e sorprendere.
Con scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti e costumi realizzati nella sartoria dello stesso teatro, lo spettacolo è un omaggio alla tradizione teatrale italiana, arricchito da una visione contemporanea e audace.



