9 Giugno 2026 ☀ 22°

Proteste dei lavoratori Teva contro i licenziamenti e la chiusura dello stabilimento

Lavoratori in sciopero contro i licenziamenti annunciati da Teva. Scopri i dettagli della protesta e le ragioni dei sindacati.

Proteste dei lavoratori Teva contro i licenziamenti e la chiusura dello stabilimento

Il gigante farmaceutico Teva è al centro di una tempesta di proteste. I lavoratori di diversi stabilimenti italiani hanno indetto uno sciopero di otto ore e un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Rho per contestare il piano di licenziamenti annunciato dall’azienda. La situazione è critica: sono a rischio 93 posti di lavoro e la chiusura definitiva dello stabilimento di Villanterioin provincia di Pavia.

La mobilitazione è stata promossa dai sindacati Filctem CgilFemca Cisl e Uiltec Uilinsieme alle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di tutti i siti interessati. I lavoratori denunciano una scelta cinica da parte dell’azienda, che avrebbe deciso di ridurre i costi strutturali per rendere la divisione più appetibile in vista di una possibile cessione.

I dettagli del piano di licenziamenti

Il piano di licenziamenti collettivi riguarda diversi stabilimenti italiani. A Rhonello stabilimento di via Terrazzano, sono previsti 36 licenziamenti su un organico di 220 dipendenti. A Caronno Pertusella (Varese), gli esuberi sono 4mentre a Santhià (Vercelli) sono 21. La chiusura definitiva dello stabilimento di Villanterio rappresenta un colpo durissimo per il territorio e per i lavoratori.

I sindacati non condividono le ragioni addotte dall’azienda. Secondo le organizzazioni sindacali, Teva gode di ottima salute finanziaria. Nel 2026il gruppo ha registrato un incremento di fatturato del 4% rispetto al 2026e il primo trimestre del 2026 ha confermato questo trend. Nonostante il difficile contesto geopolitico, il settore della produzione dei principi attivi risulta in crescita, offrendo spazi di mercato.

La protesta dei lavoratori

La protesta è iniziata questa mattina con l’astensione dal lavoro dei lavoratori del turno che inizia alle 6:00 del mattino. Successivamente, si sono uniti tutti gli altri turni. Davanti ai cancelli dello stabilimento di Rho si sono ritrovati anche lavoratori provenienti dagli altri siti lombardi del gruppo, tra cui una delegazione dello stabilimento Teva-Tapi di Caronno Pertusella.

“Questa non è una vertenza che riguarda soltanto i posti di lavoro a rischio a Caronno Pertusella o a Villanterio – ha spiegato Graziano Tanchis della Filctem Cgil di Varese – ma una scelta industriale che rischia di indebolire ulteriormente la presenza produttiva di Teva in Italia e di colpire un settore strategico come quello dei principi attivi farmaceutici.”

Le richieste dei sindacati

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto il ritiro immediato della procedura di licenziamento e l’apertura di un confronto sul futuro degli stabilimenti italiani. I sindacati hanno anche dichiarato lo stato di agitazione, con il blocco degli straordinari e delle flessibilità. La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori iniziative di protesta.

Le segreterie nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno rivolto un appello anche alle istituzioni locali e nazionali. “Devono farsi carico di questa vertenza: il patrimonio industriale e occupazionale italiano non è un saldo di fine stagione”, hanno dichiarato.

La vertenza Teva si annuncia lunga e complessa. I lavoratori e i sindacati sono determinati a lottare per salvare i posti di lavoro e il futuro degli stabilimenti italiani. La palla ora passa alle istituzioni e all’azienda, chiamate a trovare una soluzione che tuteli i lavoratori e il patrimonio industriale del Paese.

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