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Parata del 2 giugno al centro della polemica: reazioni di Meloni e attivisti a Roma

Durante la Festa della Repubblica del 2 giugno la proposta di Ilaria Salis di abolire la parata militare ha aperto un acceso dibattito: Giorgia Meloni ha parlato di parole vergognose e indegne, Fratelli d'Italia ha rilanciato difendendo le forze in divisa, mentre la questura di Roma ha intercettato e denunciato sei attivisti ambientalisti vicino a piazza Venezia.

Parata del 2 giugno al centro della polemica: reazioni di Meloni e attivisti a Roma

La celebrazione del 2 giugno a Roma è stata accompagnata da un confronto politico che ha rapidamente superato il perimetro della cerimonia istituzionale. La proposta avanzata dall’eurodeputata Ilaria Salis di abolire la parata militare ha innescato risposte forti da parte della maggioranza e delle istituzioni, mentre la questura di Roma ha reso noto l’intervento su un gruppo di attivisti nei pressi di piazza Venezia.

La proposta e il suo contesto

Ilaria Salis, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, ha sostenuto che la sfilata del 2 giugno risultava incompatibile con un tempo «pericolosamente segnato da riarmo, militarismo e guerre sempre più vicine» e ha chiesto di ridare alla ricorrenza «il suo originario carattere civile, popolare e democratico». La richiesta ha raccolto attenzione immediata proprio per il simbolismo connesso alla Festa della Repubblica e alla presenza tradizionale delle forze in divisa nelle manifestazioni ufficiali.

Reazioni nell’arena politica

La replica più diretta è arrivata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui suoi canali social ha definito quelle affermazioni «vergognose e indegne verso i tanti uomini e donne in divisa che ogni giorno servono l’Italia con disciplina, onore e spirito di sacrificio». Meloni ha ribadito la funzione simbolica della parata: «La parata celebra l’identità della Nazione», vale a dire il senso dello Stato e il riconoscimento di chi lo tutela.

Repliche e affondi

Dal fronte di Fratelli d’Italia il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli ha adottato toni duri nei confronti dell’eurodeputata, parlando di una «allergia alle divise coerente con la sua storia» e sottolineando la gratitudine verso chi sfilava. Il tema è uscito quindi dalla dimensione del confronto culturale per diventare un punto di attrito pubblico tra maggioranza e opposizione.

Assenze e rimproveri

Il dibattito si è allargato anche alle presenze alla cerimonia ai Fori Imperiali. Donzelli ha evidenziato l’assenza di alcuni leader di centrosinistra, osservando: «Non abbiamo visto Conte, Schlein, Fratoianni, Bonelli, Boldrini a festeggiare». L’osservazione è stata percepita come una frecciata rivolta all’intero arco dell’opposizione, trasformando la giornata commemorativa in occasione di scontro politico.

Ordine pubblico e interventi della questura

Parallelamente al confronto politico, la questura di Roma ha comunicato di aver intercettato sei esponenti dei movimenti ambientalisti vicino a piazza Venezia con striscioni e materiale considerato potenzialmente idoneo a disturbare le manifestazioni. I sei sono stati denunciati e tre di loro accusati anche di resistenza a pubblico ufficiale; per tutti è scattato il provvedimento del foglio di via con divieto di soggiorno nel comune di Roma.

Precedenti e misure preventive

La nota della questura ha ricordato che servizi preventivi hanno consentito di garantire il regolare svolgimento degli appuntamenti istituzionali. Nelle ore precedenti, altre identificazioni avevano riguardato attivisti legati a Extinction Rebellion, sottolineando una strategia di prevenzione messa in atto dalle forze dell’ordine per tutelare le cerimonie ufficiali.

Messaggi istituzionali e memoria

Nel giorno che celebra la nascita della Repubblica, le parole delle istituzioni hanno provato a rimettere al centro il valore civico della ricorrenza. Il presidente della Repubblica, citato nei resoconti delle celebrazioni, ha richiamato il ruolo delle Forze armate nel contribuire alla pace e alla sicurezza, collocando la manifestazione in una cornice più ampia di servizio alla comunità internazionale e ai valori costituzionali.

Riflessioni e ricorrenza

Anche voci di rappresentanti della società civile e della politica hanno ricordato i legami storici con la data del 2 giugno e con il voto del 2 giugno 1946: come ha sottolineato Arianna Meloni, la ricorrenza è «un impegno da custodire», collegando la memoria delle scelte collettive a un richiamo alla partecipazione democratica. In questo quadro, la discussione sulla forma delle celebrazioni rimane aperta e destinata a influenzare i prossimi confronti pubblici sul ruolo delle istituzioni e dei simboli nazionali.

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