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Box sotterranei Costa/Loreto, i cittadini truffati aspettano una risposta

I misteri dei cantieri milanesi si infittiscono. Anche una volta chiusi e consegnati con le opere nuove di zecca. E' il caso, per esempio, dei box sotterranei di via Costa, angolo piazzale Loreto. I lavori hanno rallentato la viabilità per quattro anni, uno e mezzo in più del previsto, tra l'altro, eppure i cittadini hanno ... <a title="Box sotterranei Costa/Loreto, i cittadini truffati aspettano una risposta" class="read-more" href="https://milano.notizie.it/cronaca-milano/2007/11/15/box-sotterranei-costa-loreto-i-cittadini-truffati-aspettano-una-risposta/" aria-label="Read more about Box sotterranei Costa/Loreto, i cittadini truffati aspettano una risposta">Read more</a>

HERO · Milano

I misteri dei cantieri milanesi si infittiscono. Anche una volta chiusi e consegnati con le opere nuove di zecca. E' il caso, per esempio, dei box sotterranei di via Costa, angolo piazzale Loreto. I lavori hanno rallentato la viabilità per quattro anni, uno e mezzo in più del previsto, tra l'altro, eppure i cittadini hanno appoggiato il progetto e acquistato a scatola chiusa il posto auto sotterraneo.

Oggi si ritrovano con le fatture lievitate del 50% e uno spazio per la macchina più piccolo del previsto. Risultato: anni di lavori inutili e cittadini truffati. 

Nel 2001, il Comune manda agli abitanti della zona un depliant con i prezzi a cui saranno poi venduti i 305 box previsti. Parte l'Odissea delle modifiche ai prezzi nella convenzione firmata tra Comune e ditta appaltatrice – la Quadrio Curzio – per motivi vari, oneri imprevisti, che causa anche i ritardi e l'andamento a singhiozzo degli operai. Già si sentiva puzza di bruciato e non a caso. All'alba del 2007, alla consegna dei famigerati box, ecco un sacco di sorprese per i proprietari.

I 305 box sono diventati 329, il costo medio per ognuno da 18.600 euro diventa quasi 22 mila, le misure invece rimpiccioliscono 2 metri e 60 da catalogo, 2 metri e 27 la grandezza effettiva. Per la gioia delle fiancate delle macchine che urtano di qua e di là per entrare in una scatola più piccola. Per non parlare dei difetti di costruzione e delle infiltrazioni di acqua, che non erano compresi nel prezzo.

Come sono possibili tutte queste "sviste"? Perchè gli acquirenti non sono stati informati? Chi ha supervisionato i lavori? E soprattutto chi risponderà dei disagi provocati? I cittadini si sono uniti, con tanto di avvocato, e ora aspettano che qualcuno risponda a tutte queste domande. Se mai qualcuno risponderà è praticamente impossibile immaginare la patetica scusa che si inventerà per tamponare la ferita. La rivolta è legittima, trovare una soluzione sarà un po' più problematico. E chi la dovrà trovare se la prenderà con la consueta calma burocratica.

Ora un appello lo facciamo noi, chi ha un box che corrisponde alle caratteristiche negative appena citate è pregato di farcelo sapere, sarebbe bello andare a fondo a questa storia facendo sapere a tutti come le "grandi opere" vengono portate avanti con approssimazione ai danni dei cittadini.

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