Il bruciore di stomaco è un disturbo comune che molti di noi hanno sperimentato almeno una volta nella vita. Tuttavia, quando questo sintomo diventa persistente, potrebbe nascondere un problema più serio: il reflusso gastroesofageo.
La dottoressa Edda Battaglia, Direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia dell’ASLTO4 (Chivasso-Ciriè-Ivrea) e Presidente della sezione Piemonte AIGO, ha approfondito questo tema in una recente trasmissione televisiva, fornendo preziosi consigli su quando è necessario prestare attenzione.
I sintomi del reflusso gastroesofageo che non dovresti ignorare
Il reflusso gastroesofageo è una condizione in cui il contenuto acido dello stomaco risale nell’esofago, causando bruciore e disagio. Tuttavia, ci sono alcuni segnali che non dovresti mai sottovalutare:
- Bruciore persistente, soprattutto dopo i pasti
- Difficoltà a deglutire
- Sensazione di nodo alla gola
- Tosse cronica o raucedine
La dottoressa Battaglia sottolinea l’importanza di non trascurare questi sintomi, soprattutto se si manifestano con una certa frequenza. “Il bruciore occasionale può essere gestito con semplici accorgimenti”, spiega la specialista, “ma quando diventa persistente è fondamentale rivolgersi a un medico.”
Le cause del reflusso gastroesofageo
Le cause del reflusso gastroesofageo possono essere molteplici. Tra le più comuni troviamo:
- Alimentazione scorretta, ricca di cibi grassi o piccanti
- Eccessivo consumo di alcol o caffè
- Sovrappeso o obesità
- Fumo di sigaretta
- Stress e ansia
“Modificare il proprio stile di vita può fare una grande differenza”, afferma la dottoressa Battaglia. “Piccoli cambiamenti nella dieta e nelle abitudini quotidiane possono aiutare a prevenire e gestire il reflusso gastroesofageo.”
Quando rivolgersi a un medico
Non tutti i casi di bruciore di stomaco richiedono l’intervento di un medico. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è fondamentale non perdere tempo:
- Quando il bruciore è accompagnato da vomito, soprattutto se con sangue
- Quando il bruciore è così intenso da impedire di mangiare o bere
- Quando il bruciore è accompagnato da perdita di peso involontaria
- Quando il bruciore persiste per più di due settimane nonostante i cambiamenti nello stile di vita
“In questi casi, è importante rivolgersi a un gastroenterologo per una valutazione accurata”, consiglia la dottoressa Battaglia. “Esami come l’endoscopia possono essere fondamentali per escludere complicazioni più serie.”
Ascoltare il proprio corpo e agire tempestivamente può fare la differenza nella gestione di questa condizione.



