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Nuovo modello di soccorso sanitario in Lombardia per aree impervie

La Lombardia lancia un progetto rivoluzionario per garantire soccorso sanitario avanzato anche nelle aree più impervie, grazie alla collaborazione tra AREU e CNSAS.

Nuovo modello di soccorso sanitario in Lombardia per aree impervie

In un mondo dove ogni secondo conta, la Regione Lombardia ha compiuto un passo da gigante nel campo del soccorso sanitario. Con l’introduzione del Soccorso Sanitario Avanzato in Ambiente Impervio (SAAI), la regione sta ridefinendo gli standard di assistenza medica in aree dove tradizionalmente l’accesso è complesso.

Questo progetto innovativo, presentato il 3 agosto 2026 a Palazzo Lombardia, rappresenta una collaborazione senza precedenti tra l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU) e il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). L’obiettivo è semplice: garantire cure avanzate anche quando le condizioni meteorologiche o ambientali rendono impossibile l’intervento con mezzi tradizionali.

Le 12 postazioni strategiche e gli algoritmi clinico-assistenziali

Il cuore del progetto SAAI sono le 12 postazioni strategiche distribuite in tutta la Lombardia, nelle aree con il maggior numero di missioni di soccorso. Ogni postazione è dotata di attrezzature avanzate, tra cui farmaci, presidi sanitari, monitor multiparametrici e dispositivi per la trasmissione dell’elettrocardiogramma.

Per garantire interventi omogenei e sicuri, sono stati sviluppati 12 algoritmi clinico-assistenziali dedicati alle principali emergenze sanitarie, tra cui trauma maggiore, dolore toracico, crisi convulsive, reazioni anafilattiche e gestione del dolore. Queste postazioni sono operative 24 ore su 24, con un focus particolare sulla Valtellina dove sono già attive le postazioni di Livigno, Bormio e Caiolo.

La formazione dei professionisti

Le squadre di intervento sono composte da medici e infermieri del CNSAS, professionisti adeguatamente formati sia sotto il profilo sanitario sia tecnico-alpinistico. Questi volontari, molti dei quali già operano nel sistema regionale dell’emergenza-urgenza, sono in grado di operare in sicurezza negli ambienti impervi montani e ipogei.

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha sottolineato l’importanza di questo progetto: “Si tratta di un servizio fondamentale quando non si riesce ad arrivare con le ambulanze o con gli elicotteri perché c’è brutto tempo oppure perché succede in una grotta. Adesso i volontari del soccorso alpino possono intervenire con tutti gli strumenti a loro disposizione.”

La collaborazione tra istituzioni e i numeri del soccorso alpino

Il progetto SAAI è il risultato di una stretta collaborazione tra AREU, CNSAS, Asst, Farmacie ospedaliere e la Direzione Generale Welfare. Questa sinergia ha permesso di creare un modello unico in Italia, che garantisce cure avanzate anche nei contesti più complessi.

Marco Astori, presidente del CNSAS Lombardia, ha evidenziato come questo progetto porti il soccorso sanitario avanzato anche negli ambienti impervi e montani. “Fino a oggi i medici e gli infermieri che operano sui mezzi di soccorso di AREU, una volta indossata la divisa del Soccorso Alpino, non potevano utilizzare le competenze sanitarie avanzate di cui già disponevano. Grazie al lavoro svolto insieme ad AREU e a Regione Lombardia, queste professionalità potranno ora intervenire anche in montagna con gli stessi protocolli e le stesse competenze del sistema dell’emergenza-urgenza.”

Massimo Lombardo, direttore generale di AREU, ha sottolineato l’importanza di questo progetto per ridurre le criticità nel soccorso sanitario. “Ogni anno l’Agenzia gestisce circa un milione di missioni di soccorso e nel 98% dei casi dispone già della risposta più adeguata. Con questo progetto interveniamo su quel restante 2% di situazioni in cui, fino a oggi, raggiungere il paziente con cure sanitarie avanzate era più difficile.”

Nel solo 2026, i soccorritori del Soccorso alpino lombardo sono intervenuti in oltre 1.800 eventi, prestando assistenza a quasi 2.000 persone. Tra i volontari del Soccorso alpino figurano anche numerosi professionisti sanitari: 24 infermieri e 34 medici, dei quali 14 operano anche nel sistema regionale dell’emergenza-urgenza.

Con questo progetto, la Lombardia non solo celebra i 40 anni di attività delle basi di elisoccorso di Milano, Como e Brescia ma si posiziona all’avanguardia nel campo del soccorso sanitario avanzato, garantendo un’assistenza sempre più efficace ai cittadini.

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