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Pride di Milano a 37 gradi: Luca Paladini lancia un appello per il futuro

Con temperature previste di 37 gradi, Luca Paladini solleva questioni cruciali sull'accessibilità del Pride di Milano per le persone fragili.

Pride di Milano a 37 gradi: Luca Paladini lancia un appello per il futuro

Il Milano Pride si avvicina, ma con esso arriva anche la preoccupazione per le temperature estreme che potrebbero rendere difficile la partecipazione per molti. Luca Paladini, consigliere regionale e fondatore dei Sentinelli di Milano ha deciso di affrontare pubblicamente questo tema, condividendo le sue riflessioni sui social.

La 25esima edizione del Pride di Milano è in programma per sabato, con una temperatura prevista di 37 gradi alle 5 di pomeriggio. Un caldo che non solo rende scomoda la partecipazione, ma che può diventare pericoloso per le persone più fragili. Paladini, che soffre di problemi cardiaci, ha deciso di limitare la sua partecipazione per la prima volta, un gesto che riflette una preoccupazione più ampia sull’inclusività della manifestazione.

L’appello di Luca Paladini per un Pride accessibile a tutti

“Premessa. Non è un post contro nessuno”, sottolineando di conoscere bene le sfide organizzative di un evento di questa portata. “Attraverso l’esperienza con i Sentinelli di Milano, ho maturato una discreta esperienza in termini di organizzazione di manifestazioni. Conosco la fatica, il mazzo che ti devi fare, le mille incombenze alle quali devi prestare attenzione.”

Il suo non è un attacco agli organizzatori, ma un invito a riflettere sul futuro del Pride alla luce delle condizioni climatiche sempre più difficili. “Guardo le temperature, conosco il mio quadro clinico da persona fragile e sono spaventato all’idea di stare per strada per ore. Per questo, per il primo anno dopo non so quanto tempo, dovrò razionalmente pensare a preservarmi e limitare di molto la mia partecipazione a una manifestazione alla quale tengo tantissimo.”

Le categorie più esposte agli effetti del caldo

Paladini sottolinea che il problema non riguarda solo lui, ma tutte le persone più vulnerabili. “Le persone con disabilità, gli anziani, i bambini, le persone con patologie importanti rischiano di essere tagliate definitivamente fuori. E non va bene.” Secondo lui, il Pride, per sua natura, deve essere inclusivo, ma con temperature che raggiungono i 40 gradi all’ombra, questa inclusività viene messa a dura prova.

Le proposte per il futuro del Pride di Milano

Paladini suggerisce di riposizionare temporalmente la parata per le prossime edizioni. “A fine giugno dalle ore 15, ma molto prima per chi deve allestire i carri, sta diventando un problema. Un problema serio di salute pubblica.” Non è il primo a sollevare questa questione, ma il suo appello arriva in un momento in cui le temperature estive sembrano diventare sempre più estreme.

“Non sono il primo che solleva questo argomento. Ne sono consapevole. Aggiungo però anche il mio auspicio sulla scorta di questo giugno drammatico in termini di condizioni climatiche, che gli organizzatori del Milano Pride possano fare una seria riflessione sulla possibilità per le prossime edizioni, di riposizionare temporalmente la parata.”

Nonostante le preoccupazioni, Paladini non invita a disertare la manifestazione. “Non è un invito a disertare. Mi auguro che come ormai consuetudine la città sia attraversata da centinaia di migliaia di persone. Che sia un Pride di festa e di rivendicazione.” I Sentinelli di Milano saranno presenti alla posizione numero 10, e Paladini spera di vedere molti partecipanti.

La questione dell’accessibilità per le persone più fragili rimane al centro del dibattito. “Però davvero, ci si ragioni sopra per il futuro sulla necessità di non lasciare a casa nessuno”, conclude Paladini. “Buon Milano Pride.”

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