Categorie: Cultura
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4 Maggio 2020 11:35

Odoardo Fioravanti: “Milano ha cambiato volto ma il suo cuore è rimasto lo stesso”

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La pandemia e il Salone del Mobile rimandato al 2021: il punto di vista di Odoardo Fioravanti nell'intervista per Notizie.it | Milano.

Volto noto del mondo del design milanese, Odoardo Fioravanti si è raccontato a Notizie.it | Milano parlando della sua storia e della sua professione, non tralasciando il delicato momento che la città e l’Italia stanno vivendo a causa della pandemia da Coronavirus.

Intervista a Odoardo Fioravanti

Odo, pensi che ci siano delle congiuzioni tra design ed arte?

Credo che su un asse che va dalla tecnica ingengeristica fino all’arte, il design si possa stabilire a metà circa, con la ricerca di produrre prodotti industriali che sappiano coniugare bellezza e giustezza o giustizia. Sono cose diverse ma il design quando è fatto nel modo corretto pone questioni e costruisce istanze che possono avvicinarsi al mondo dell’arte.

Come trovi cambiata Milano da quando sei arrivato ad oggi e come trovi cambiato l’ambiente del design?

Milano ha sicuramente cambiato volto, ma il suo cuore è rimasto uguale. Una città a primo impatto arcigna, che poi si dimostra semplicemente come quelle persone burbere che sanno essere buone e generose. Io devo molto a Milano che mi ha salvato la vita un numero imprecisato di vole, ha dato un senso a quello che sapevo fare, mi ha dato tanto.

Credo sia ancora una città capace di restituire molto a chi dà molto.

A che etá e per quale motivo hai pensato al design come possibile professione?

Studiavo ingegneria senza grande successo e molte frustrazioni e ho scoperto l’esistenza del design che miracolosamente sembrava la disciplina che poteva contenere la mia voglia di fare oggetti.

Ho lasciato ingegneria e Roma e mi sono trasferito a Milano a 24 anni per studiare al Politecnico. Milano così mi ha salvato la vita la prima volta…

Ho fatto caso che a Milano i designer tendono a frequentare designer ( cosi come i fumettisti tendono a frequentarsi tra loro e cosi gli stilisti di moda e gli chef ecc..) pensi che sia una cosa tipicamente meneghina o accade cosi ovunque?

Credo capiti un po’ con i mestieri creativi che si tenda a fare gang per parlare di interessi comuni, problemi, speranze.

Devo dire che però, almeno per me, non è così.

C’è un legame di parentela tra te e Leonardo Fioravanti?

No

Come trascorri la quarantena e hai qualche consiglio da dare per trascorrerla al meglio?

La sto trascorrendo con difficoltà, ho scoperto quanto era importante per me andare in giro.

Ho messo su una specie di collage di cose che mia aiutano a passare le giornate tra lavoro, leggere, disegnare, ascoltare podcast, vedere serie tv. Però sinceramente non penso di poter dar consigli: mi sento poco a fuoco.

Come la vedi circa il Salone del mobile ?

C’è chi dice che saltarlo per un anno possa essere un modo per ripensarlo, ma non credo sarà così. Resta un buco dal punto di vista economico: pensa solo all’indotto degli alberghi con 900.000 persone in arrivo per il Salone o a tutta la macchina del Fuori Salone, saltata completamente. E poi la parte fieristica dove avvenivano i lanci dei nuovi prodotti e ancora molte aziende avevano modo di staccare ordini…