Nel cuore dell’inverno milanese, le forze speciali dei Carabinieri del ROS hanno catturato un giovane residente nella provincia di Milano. L’indagato, appena ventidue anni, era al centro di un’indagine che ha messo a fuoco la sua intenzione di mettere a segno due attacchi coordinati: uno contro una sinagoga e l’altro contro un luogo di preghiera islamica dell’area metropolitana.
Profilo dell’arrestato e prove ricavate dai dispositivi
Le analisi dei smartphone e del laptop dell’apparente terrorista hanno rivelato una costante attività di autoaddestramento con finalità estremiste. Tra i file trovati spiccano documenti che spiegavano la fabbricazione di ordigni esplosivi, schemi per modificare armi da fuoco e una raccolta di contenuti suprematisti, accelerazionisti, negazionisti della Shoah e xenofobi. Inoltre, l’indagato condivideva sui social scritti di Anders Breivik, l’autore delle stragi di Oslo e Utoya del 2011, presentandoli come “testamenti” ideologici.
Propaganda online e riferimenti a Breivik
Le piattaforme digitali hanno mostrato la diffusione di messaggi che incitavano alla violenza e a ostacolare le comunità religiose. I contenuti erano ricchi di retorica di odio, con particolare enfasi su antisemitismo e islamofobia, elementi che hanno rafforzato il profilo dell’indagato come un estremista di matrice religiosa.
Piano di attentato: obiettivi e modalità operative
Le indagini hanno ricostruito un progetto dettagliato. L’autore del complotto aveva identificato una sinagoga situata nel perimetro urbano di Milano e un centro di preghiera islamica nei sobborghi, stabilendo una tempistica per l’esecuzione simultanea. Nei suoi appunti si leggono indicazioni precise su come confezionare ordigni esplosivi utilizzando sostanze chimiche reperite in modo illecito, nonché la necessità di modificare armi da fuoco per aumentare la letalità.
Reperimento di materiali e logistica
Il giovane aveva avviato una ricerca su internet per acquistare precursori chimici, tra cui nitrato di ammonio e altri componenti facilmente reperibili. Inoltre, ha documentato le fasi di assemblaggio delle bombe, indicando il bisogno di strutture nascoste dove poter lavorare senza destare sospetti. Il piano prevedeva anche l’uso di veicoli per trasportare i dispositivi verso i luoghi prescelti.
Procedimento penale e inquadramento giuridico
Il GIP del Tribunale di Milano ha emesso un provvedimento di custodia cautelare, imputando al sospetto il reato ex art. 270-quinquies del codice penale, che punisce l’addestramento a fini terroristici, anche di carattere internazionale. La configurazione dell’evento rientra nella fattispecie di terrorismo religioso, per via del bersaglio scelto e del contenuto ideologico.
Le autorità hanno sottolineato l’importanza di una risposta rapida e coordinata, affinché simili minacce vengano neutralizzate prima che possano tradursi in violenza reale. L’arresto dimostra l’efficacia delle attività di monitoraggio digitale svolte dal ROS, che ha potuto intercettare in tempo la fase preparatoria dell’operazione.



