Nel piccolo comune lombardo di Turbigo, le acque placide del Naviglio hanno rivelato un insolito carico di armi nascoste, suscitando subito l’intervento delle forze dell’ordine.
Durante le consuete attività di controllo del territorio, gli agenti della Polizia locale, in stretta collaborazione con i Vigili del Fuoco, hanno individuato più di 300 proiettili sparsi lungo il letto del canale, dando il via a una complessa operazione di recupero.
Il recupero di oltre 300 munizioni dal canale del Naviglio
Il team di Polizia Locale, affiancato dai tecnici dei Vigili del Fuoco, ha effettuato diverse immersioni per raccogliere il materiale. Oltre 300 munizioni, di calibro piccolo e grande, sono state estratte dall’acqua, alcune già esplose e altre ancora sigillate nelle loro confezioni originali. L’operazione, condotta con l’ausilio di attrezzature subacquee, ha richiesto diverse ore di lavoro prolungato, garantendo al contempo la sicurezza dei cittadini e dei dipendenti municipalizzati.
Tipologie e stato delle munizioni
Le munizioni recuperate includono sia proiettili di piccolo calibro, tipicamente impiegati per armi leggere, sia cartucce di grosso calibro, più comuni in armi da fuoco pesanti. Alcune di esse mostrano segni di utilizzo, testimoniando che erano state sparate in passato, mentre altri esemplari risultano ancora intatti all’interno di confezioni sigillate, suggerendo una conservazione prolungata sotto l’acqua.
Le indagini per ricostruire l’origine del materiale
Subito dopo il sequestro, la Procura della Repubblica di Busto Arsizio ha avviato le indagini per risalire ai proprietari delle munizioni. Gli investigatori stanno analizzando le marcature presenti sui proiettili, confrontandole con archivi militari e privati, per verificare se si tratti di munizioni del periodo bellico o di un carico più recente.
Possibili legami al periodo bellico
Le prime ipotesi suggeriscono che parte del materiale possa risalire alla Seconda Guerra Mondiale, data la diversità dei calibri e lo stato di conservazione. Tuttavia, la presenza di cartucce ancora confezionate rende necessarie ulteriori analisi per capire se siano state depositate in epoche successive, forse per ragioni illegali o per errori di smaltimento.
Le autorità rispondono al caso
Il sindaco di Turbigo, Fabrizio Allevi, ha commentato l’accaduto definendolo “un’altra importante attività messa in campo dal Comando di piazza Bonomi, sempre in prima linea per garantire la massima sicurezza alla popolazione”. Il Comune, insieme al comando di Polizia Locale, ha sottolineato l’impegno a mantenere il territorio libero da pericoli e ha invitato i cittadini a segnalare eventuali anomalie.
Al momento, tutte le munizioni sono state consegnate alla Procura, che continuerà a esaminare i risultati forensi e a perseguire eventuali responsabilità penali. Il caso rimane aperto, ma le autorità garantiscono che la collaborazione tra Polizia, Vigili del Fuoco e Procura costituisce una risposta rapida ed efficace a situazioni di potenziale minaccia.



