27 ottobre 2026 ☀ 13° Allerta gialla · nebbia · fino 28 ottobre 07:59

Operazione nazionale su falsi dipinti ottocenteschi e 41 perquisizioni

Un'operazione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha portato a perquisizioni in 24 città italiane, interessando 41 soggetti e ricostruendo un traffico di dipinti contraffatti attribuiti soprattutto a Vincenzo Irolli.
Operazione nazionale su falsi dipinti ottocenteschi e 41 perquisizioni

Nel quadro di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, il Gruppo di Roma del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) ha eseguito, il 21 ottobre, una vasta attività di perquisizione e sequestro che ha coinvolto 24 città italiane. L’operazione ha interessato complessivamente 41 persone e altrettanti esercizi commerciali o abitazioni, con l’obiettivo di rintracciare dipinti falsi attribuiti ad autori dell’Ottocento napoletano, in particolare al pittore Vincenzo Irolli.

Ambito territoriale e forze coinvolte

L’intervento è stato condotto dal Gruppo di Roma del TPC con il supporto del Reparto Operativo TPC di Roma e dei Nuclei TPC di Cosenza, Napoli, Roma, Bari, Perugia, Cagliari, L’Aquila e Palermo, oltre alla Sezione TPC di Siracusa e ai comandi territoriali dell’Arma. Le località interessate comprendono Corigliano Rossano, Reggio Calabria, Napoli e numerosi comuni campani e pugliesi, fino a Sesto San Giovanni in Lombardia e a diverse città siciliane. Questa rete di coordinamento ha permesso di attuare il decreto di perquisizione personale e locale emesso dall’autorità giudiziaria.

Composizione operativa e ruoli

Le attività esecutive hanno visto impegnati reparti specializzati nel recupero e nella tutela dei beni culturali. Il coinvolgimento di più Nuclei TPC e del Reparto Operativo ha favorito il contrasto a una presunta organizzazione articolata che, secondo gli accertamenti, operava con una divisione dei ruoli tra promotore, supporto logistico e consulenze tecniche. L’azione coordinata ha consentito di perquisire sia negozi di antiquariato che laboratori di restauro e abitazioni private, a caccia di elementi probatori e materiale contabile connesso alla commercializzazione delle opere.

Profilo dell’indagine e capi di imputazione

L’inchiesta, condotta dal Nucleo TPC di Cosenza e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati di dieci persone al momento, per reati che comprendono associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte, ricettazione di beni culturali ed esportazione illecita di beni culturali. Complessivamente sono contestati 25 capi di imputazione riferiti a circa 69 dipinti oggetto delle indagini. Le misure cautelari sono ancora nella fase delle indagini preliminari e suscettibili di impugnazione.

Sequestri e commercio online

Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati, fino ad ora, 24 dipinti. Gli accertamenti hanno inoltre ricostruito 84 vendite effettuate tramite una nota piattaforma di commercio elettronico e l’esportazione illegale di 9 dipinti verso Paesi europei tra cui Austria, Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Irlanda. Questi elementi delineano un sistema commerciale che non si limitava al circuito specialistico locale ma puntava anche al mercato estero per incrementare i ricavi illeciti.

Modalità operative dell’organizzazione

Dalle indagini emerge la presenza di un sodalizio strutturato che, secondo gli inquirenti, era in grado di gestire l’intero ciclo commerciale: dalla produzione o acquisto di opere contraffatte alla loro promozione e vendita su mercati specializzati e piattaforme online. Il promotore dell’organizzazione avrebbe delegato compiti specifici, avvalendosi del supporto logistico della propria moglie e di consulenze tecniche fornite da un amico, per confezionare annunci e presentare le opere come autentiche a potenziali acquirenti.

Base operativa e aree di influenza

La struttura dell’indagine indica come punto di base le province di Salerno e Napoli, con attività però estese anche alla città di Reggio Calabria e ad altre province del Sud. L’operatività su più regioni e la presenza di vendite dirette all’estero segnalano una portata nazionale e transnazionale, che ha sollevato l’attenzione degli specialisti del TPC per le implicazioni sulla tutela del patrimonio culturale.

Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari; le persone interessate dalle perquisizioni sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva, in ossequio al principio della presunzione di non colpevolezza. Gli esiti dei sequestri e le evidenze raccolte saranno valutati nelle successive fasi processuali per definire la responsabilità penale e le eventuali conseguenze patrimoniali legate al traffico di opere contraffatte.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Milano adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 27 ottobre