Una violenta discussione scoppiata all’interno di un’abitazione di Monza si è trasformata in tragedia nella serata di lunedì, con il decesso di un uomo di 34 anni. Il luogo dell’aggressione è via Pisacane, a pochi passi dall’appartamento della vittima, e le forze dell’ordine hanno ricostruito una sequenza di fatti che parte da un litigio in casa e si conclude sul pianerottolo condominiale.
La vittima è stata identificata come Marco Manduci, 34 anni, noto alle autorità e sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Dopo l’aggressione il 34enne è stato soccorso dal personale sanitario e trasportato d’urgenza all’ospedale San Gerardo, dove è deceduto poco dopo l’arrivo. Nelle ore successive i carabinieri della compagnia di Monza hanno eseguito un fermo nei confronti di un uomo ritenuto responsabile dell’omicidio.
La dinamica dell’aggressione in via Pisacane
Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, la lite è iniziata all’interno dell’abitazione della vittima e si è spostata sul pianerottolo. I vicini, allarmati dalle urla provenienti dal palazzo, hanno chiamato i soccorsi intorno alle ore 20 di lunedì. I carabinieri, giunti sul posto, hanno rinvenuto il 34enne riverso a terra sulla ghiaia del cortile con ferite da taglio profonde; sul corpo sono state conteggiate diverse coltellate.
Le prime ricostruzioni indicano che il presunto aggressore – un uomo di 38 anni, di origine ecuadoriana e senza fissa dimora – era presente all’esterno dell’abitazione al momento dell’intervento. I testimoni riferiscono che i due si conoscevano e che il 38enne, dopo la discussione, si sarebbe allontanato per tornare poco dopo armato. Secondo gli investigatori, l’arma del delitto è stata reperita in seguito in una siepe nelle vicinanze del condominio e sequestrata per gli accertamenti tecnici.
Reperimento del coltello e prime tracce investigative
I carabinieri hanno raccolto elementi probatori sia nell’appartamento che negli spazi comuni del condominio: sono state repertate tracce di sangue e altri riscontri utili alle indagini. Risulta inoltre che il coltello utilizzato sarebbe stato acquistato o preso in un ristorante vicino prima del rientro sul posto da parte del presunto aggressore. L’arma è ora al vaglio degli inquirenti per le analisi balistiche e le comparazioni con le ferite rilevate sulla vittima.
Fermo, condizioni dell’indagato e attività investigative
Il fermo del 38enne è stato eseguito nelle prime ore della mattinata del 27 ottobre 2026 dai carabinieri della compagnia di Monza, che lo hanno identificato e accompagnato in stato di detenzione. L’uomo è stato trovato in stato di alterazione psicofisica e presentava lievi lesioni alle mani, presumibilmente compatibili con un colluttazione o un uso dell’arma. Dopo gli accertamenti di rito è stato trasferito alla casa circondariale di Monza a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La procura ha disposto misure investigative immediate, tra cui l’autopsia sul corpo della vittima per chiarire dinamica e cause della morte. Sul luogo dell’accaduto è intervenuto il personale della sezione rilievi del nucleo investigativo del comando provinciale, che ha documentato e repertato elementi utili al procedimento penale. Le indagini proseguono per chiarire il movente e ricostruire con precisione i passaggi che hanno portato all’aggressione mortale.
Ruolo dei vicini e intervento dei soccorsi
I vicini di casa, dopo aver sentito le urla provenienti dal pianerottolo, hanno dato l’allarme chiamando la centrale operativa dell’Arma. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118, che hanno effettuato le manovre di rianimazione sul luogo prima del trasferimento in codice rosso al pronto soccorso del San Gerardo. Nonostante gli sforzi dei medici, il 34enne è stato dichiarato morto poco dopo il ricovero in ospedale.
Le autorità mantengono riservate molte delle informazioni operative per non compromettere le indagini. Restano al centro dell’accertamento il contesto della relazione tra vittima e indagato, la sequenza precisa dei fatti sul pianerottolo e l’eventuale ruolo di terze persone o testimoni che possano aggiungere elementi utili a ricostruire il movente.



