Le contrattazioni di oggi mostrano un quadro di rottura per le principali piazze europee. Il FTSE MIB chiude in zona rossa con una perdita dell’1,67%, mentre gli indici di Parigi, Francoforte e Madrid registrano discese analoghe. Un mix di tensioni internazionali, timori su un possibile rialzo dei tassi e risultati poco rassicuranti delle grandi aziende tecnologiche ha alimentato l’avversione al rischio.
Nel frattempo, il mercato obbligazionario registra un picco storico nei rendimenti: il BTP decennale supera il 4,6%, l’ OAT francese supera il 5% e il Bund tedesco si aggira intorno al 3,4%. La spinta dei prezzi del petrolio, con il Brent sopra i 112 $, aggiunge ulteriori pressioni sui flussi di liquidità.
Tensioni geopolitiche e prospettive di rialzo dei tassi
Le preoccupazioni legate al conflitto in corso nel Golfo Persico, unitamente a voci di un possibile aumento dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali, hanno alimentato un clima di incertezza. Gli operatori temono che un inediato rialzo dei tassi possa pesare ulteriormente sui mercati obbligazionari, spingendo gli investitori verso attività più sicure. Parallelamente, le dichiarazioni delle autorità monetarie europee sul possibile ridimensionamento dell’IRAP in Manovra hanno influito negativamente sull’appetito per le utility.
Le pressioni geopolitiche hanno anche incalzato il prezzo del petrolio: il Brent si mantiene sopra i 112 $, mentre il WTI è intorno ai 100 $. Questo rialzo ha alimentato un effetto di sorcelleria sui mercati azionari, con i settori più sensibili ai costi energetici che subiscono ulteriori contrazioni.
Il settore tecnologico sotto accusa: Meta, Tesla e l’AI
Le trimestrali di Meta Platforms e Tesla hanno mostrato risultati migliori delle previsioni, ma i titoli hanno comunque ceduto. Meta ha perso il 4,9% e Tesla il 2,8% a seguito di una risposta negativa del mercato, amplificata da preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti in intelligenza artificiale. Le voci di un possibile riarmo militare in Iran hanno ulteriormente indebolito la fiducia degli investitori, facendo scendere l’indice Nasdaq di oltre l’1,4%.
Altri giganti della tecnologia, come Advanced Micro Devices, Micron Technology e Nvidia, hanno registrato ribassi a causa dell’incertezza sulla spesa per l’AI. Anche se il CEO di Nvidia ha sottolineato una domanda “alle stelle” per il neocloud, la scarsità di capitale ha limitato la crescita, facendo calare ulteriormente le azioni di questi titoli.
Obbligazionario e materie prime: rendimenti in volo e gas al picco
Il rendimento del BTP a 10 anni è salito a 4,63%, con uno spread rispetto al Bund di circa 124 punti, livelli simili a quelli di aprile 2025. L’OAT francese ha superato il 5,1% e il Bund è sceso a 3,39%, evidenziando un allargamento del differenziale tra i titoli di Stato dell’Eurozona e quelli tedeschi. Questa dinamica riflette le aspettative di inflazione persistente e la probabilità di ulteriori interventi di politica monetaria.
Il mercato del gas mostra segni di forte pressione: il prezzo a Amsterdam si attesta sopra gli 89 € per megawattora, avvicinandosi ai massimi di dicembre 2022. L’Italia ha superato il 90% di capacità di stoccaggio, ma la media europea resta intorno al 74%, mantenendo alta l’attenzione su eventuali carenze stagionali.
Le Borse europee affrontano una fase di correzione dovuta a un mix di fattori macroeconomici, geopolitici e settoriali. La combinazione di un rendimento obbligazionario in crescita, la debolezza del comparto tech e l’inflazione dei prezzi del petrolio e del gas rappresenta un ostacolo significativo per una ripresa a breve termine.



