Domenico Zuccarella 59 anni e residente a Giussano ha ottenuto il suicidio assistito in Lombardia il 25 agosto 2026, dopo un iter che è durato 290 giorni e che è stato completato con la presa in carico della fase attuativa da parte del Servizio sanitario regionale. Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2026.
La vicenda ha rilanciato il dibattito pubblico sulle procedure per la morte volontaria medicalmente assistita e sui tempi di applicazione delle linee guida regionali del 13 maggio 2026, che indicavano un termine massimo di 145 giorni. Il caso è stato segnalato come il primo in cui il servizio sanitario pubblico ha organizzato integralmente la fase operativa.
Il percorso di Domenico Zuccarella
Il percorso di Zuccarella era iniziato l’8 con la presentazione della richiesta all’Asst Ovest Milanese e si è concluso il 25 agosto 2026, dopo 290 giorni dall’istanza iniziale. La Commissione medica multidisciplinare ha verificato i requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l’accesso al suicidio medicalmente assistito e ha definito le modalità della procedura, inclusa un’opzione di autosomministrazione compatibile con le condizioni cliniche del paziente. Nei mesi precedenti erano stati inviati solleciti e diffide e, a fine maggio 2026, il collegio legale che lo assisteva ha depositato un ricorso d’urgenza al Tribunale per accelerare l’esecuzione.
La sofferenza e le tempistiche
Durante un’udienza del 23 giugno Zuccarella aveva dichiarato al giudice: “Sono stanco, non ne posso più”; la frase è stata richiamata nei successivi messaggi pubblici sull’urgenza di tempi certi. Le linee guida regionali del 13 maggio 2026 stabilivano un termine massimo di 145 giorni, ma il suo iter si è protratto per 290 giorni, suscitando critiche da parte di associazioni e attivisti che chiedono limiti più rapidi per le verifiche e l’attuazione.
Reazioni istituzionali e dell’Associazione Luca Coscioni
L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha confermato la regolarità dell’iter e ha espresso riserve sul rendere pubblica la vicenda, mentre l’Associazione Luca Coscioni ha sottolineato la necessità di regole più snelle e ha rilanciato la proposta popolare denominata “Liberi subito”, che prevedeva tempi massimi di venti giorni per verifiche e attuazione e che era stata fermata in Consiglio regionale nel 2026 ritenendo il tema di competenza nazionale. L’associazione ha comunicato inoltre che Zuccarella aveva disposto la donazione del corpo alla ricerca scientifica.
Aspetti clinici e significato operativo
Il caso ha richiamato l’attenzione sulla forma di sclerosi multipla secondariamente progressiva che interessava Zuccarella e sulle difficoltà pratiche legate alla progressione della malattia. Il Servizio sanitario regionale ha fornito farmaco, strumentazione e personale su base volontaria, segnando un precedente operativo nel territorio lombardo per l’organizzazione completa della fase attuativa da parte della sanità pubblica.
La vicenda resta in aggiornamento mentre il confronto politico e giuridico su tempi, competenze regionali e modalità procedurali continua ad animare il dibattito pubblico in Lombardia.



