Una giovane donna di 26 anni è stata vittima di un’aggressione sessuale a Milano, nel quartiere Romolo. L’episodio è avvenuto il 2 agosto 2026, nel pomeriggio, mentre la vittima stava tornando a casa dopo essere uscita dalla stazione della metropolitana M2 Romolo. La polizia ha arrestato il responsabile, un uomo di origini straniere con cittadinanza italiana, grazie a un’attenta indagine basata sulle immagini delle telecamere di sorveglianza.
L’aggressione e la fuga dell’aggressore
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo ha notato la giovane all’interno della metropolitana e l’ha seguita dopo che lei aveva superato i tornelli. Una volta fuori dalla stazione, la vittima ha imboccato viale Liguria per raggiungere la propria abitazione. L’aggressore l’ha sorpresa alle spalle, palpeggiandola violentemente. La giovane ha cercato di divincolarsi, ma nella colluttazione entrambi sono caduti a terra. L’uomo ha continuato a palpeggiarla nelle parti intime, desistendo solo a causa delle urla della donna.
L’aggressore si è poi allontanato rapidamente in direzione del Parco Segantini, raggiungendo successivamente il capolinea dell’autobus della linea 47, dove è salito a bordo. La vittima, traumatizzata e sotto choc, è stata visitata dai medici della clinica Mangiagalli.
L’indagine e l’arresto
L’indagine è stata condotta dalla Sezione Specializzata della Squadra Mobile della Questura di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, dopo l’intervento iniziale delle Volanti. Gli agenti hanno raccolto la denuncia della giovane e avviato gli accertamenti. Un passaggio decisivo per l’indagine è arrivato dall’analisi delle immagini di videosorveglianza. Gli investigatori hanno esaminato i filmati della fermata Romolo, quelli presenti lungo viale Liguria e le immagini registrate sulla linea 47.
È stato così possibile ricostruire gli spostamenti dell’uomo e individuare una persona compatibile con la descrizione fornita dalla vittima. Le immagini dell’autobus hanno quindi consentito agli investigatori di arrivare alla sua identificazione. Il 14 agosto 2026, la polizia ha eseguito l’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del 26enne, gravemente indiziato di violenza sessuale.
La testimonianza della vittima
La ragazza aveva raccontato la sua drammatica esperienza agli agenti: “All’uscita del metrò ho avuto la sensazione che qualcuno mi seguisse. Gli occhi addosso di uno sconosciuto. I passi che seguono i miei come un’ombra. La percezione di pericolo che dura un attimo.” La ventenne ha poi continuato a camminare verso piazza Belfanti, percorrendo il marciapiedi che costeggia il parco Segantini, e all’improvviso l’uomo l’ha afferrata da dietro e l’ha scaraventata sull’asfalto.
Lei ha capito subito quali fossero le intenzioni dello sconosciuto, che le ha infilato una mano sotto la gonna e ha iniziato a palpeggiarla, ma ha reagito con veemenza per cercare di divincolarsi. La colluttazione e le urla disperate per richiamare l’attenzione dei passanti: “Lui è scappato verso l’area verde. Io ho provato a inseguirlo, ma poi è sparito.”



