I mercati finanziari vivono una giornata di tensione, con l’attenzione focalizzata sulle incertezze geopolitiche in Medio Oriente. Lo Stretto di Hormuz punto nevralgico per il transito del petrolio, è al centro delle preoccupazioni degli investitori. Le trattative tra Iran e Oman per nuove rotte marittime non sembrano fare progressi, mentre i prezzi delle commodity energetiche tornano a salire.
Petrolio e gas in rialzo: i dati del mercato
Il Brent ha superato gli 86 dollari al barile mentre il Wti ha raggiunto quota 80,7 dollari. Anche il gas naturale registra un aumento significativo, con un rialzo del 5,15% a 58,4 euro al megawattora ad Amsterdam. Questi incrementi sono direttamente collegati alle tensioni nello Stretto di Hormuz, che minacciano la stabilità delle forniture energetiche globali.
Le dichiarazioni delle parti coinvolte
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ribadito che Teheran non sta conducendo negoziati diretti con gli Stati Uniti. Per la riapertura dello Stretto di Hormuz, l’Iran richiede la revoca del blocco statunitense sulle spedizioni iraniane e un risarcimento per i danni subiti. Nel frattempo, il presidente Trump ha dichiarato che Washington sta negoziando solo in parte con l’Iran, mantenendo una pressione economica sul Paese.
Le Borse europee e americane in calo
Le principali Borse europee hanno chiuso la giornata in territorio negativo. Il Ftse Mib di Milano ha perso lo 0,1% mentre il Cac di Parigi e il Dax di Francoforte hanno registrato lievi guadagni. A Wall Street, il Dow Jones ha ceduto lo 0,11% il Nasdaq lo 0,32% e l’S&P 500 lo 0,06%.
Le performance dei singoli titoli
A Piazza Affari, Stellantis ha chiuso in testa con un rialzo dell’1,85% seguita dai petroliferi come Saipem (+1,59%), Eni (+1,17%) e Tenaris (+0,69%). In calo invece i tech con St a -0,95% e Prysmian a -0,12%. Deboli anche le banche, con Banco Bpm in leggero rialzo (+0,59%) e Poste Italiane a -1,43%. Fuori dal paniere principale, Haiki+ ha registrato un aumento del 46,7% avvicinandosi agli 0,90 euro fissati per l’Opa.
L’attenzione sull’inflazione americana
Gli investitori guardano con attenzione ai dati sull’inflazione americana di luglio, attesi per mercoledì 12 agosto. Questi dati assumono una rilevanza ancora maggiore dopo il deludente rapporto sul mercato del lavoro. La Federal Reserve potrebbe decidere di mantenere i tassi fermi, ma le incertezze rimangono elevate. Il cambio euro-dollaro si mantiene stabile, con il dollaro che guadagna terreno grazie all’aumento dei prezzi del petrolio.
La situazione nello Stretto di Hormuz rimane un fattore critico da monitorare nei prossimi giorni.



