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Il lascito di Toni Falconi alla Cineteca Milano

Una raccolta ventennale di dvd, vhs e blu-ray, catalogata con precisione, è stata trasferita alla Cineteca Milano grazie a un lascito familiare

Il lascito di Toni Falconi alla Cineteca Milano

In un appartamento milanese e in una cantina erano conservati oltre 16mila titoli distribuiti tra dvd, blu-ray e vhs, tutti organizzati con una precisione quasi maniacale. Si tratta di una raccolta privata cresciuta per oltre quattro decenni, che spazia dai grandi autori del cinema europeo fino ai classici americani: film rari, intere filmografie quasi complete e pochissimo materiale di scarsa qualità. Dopo la decisione della famiglia, questo patrimonio è stato trasferito negli archivi della Cineteca Milano, dove potrà essere conservato e consultato.

La genesi del lascito passa attraverso un canale inaspettato: la mediazione con la sezione Arti Visive e Architettura della Biennale di Venezia ha messo in relazione la nipote del donatore con gli archivisti milanesi. La famiglia ha ritenuto che la collezione, frutto di una vita di acquisti e attenzione filologica, meritasse una sede istituzionale. Grazie a questa scelta, il materiale non rischia di disperdersi e entra a far parte di un più ampio patrimonio culturale.

La storia dietro la raccolta

Il nucleo della collezione apparteneva a Toni Falconi, un ingegnere chimico che ha vissuto a lungo negli Stati Uniti e che ha coltivato una passione profonda per il cinema. Nel corso degli anni ha accumulato titoli di vario genere, con una predilezione per il noir — sia nella declinazione americana che in quella italiana e francese — oltre a numerose opere di genere e titoli difficili da reperire altrove. La sua attività di acquisto e sistemazione delle copie è stata accompagnata da una catalogazione accurata, che ha reso la collezione particolarmente utile per ricerche e consultazioni specialistiche.

Caratteristiche della catalogazione

Non si tratta solo di quantità: la raccolta si distingue per la cura nella registrazione dei dati e per l’ordine espositivo. Ogni disco o nastro è stato registrato con informazioni che facilitano la ricerca, rendendo la collezione una risorsa immediatamente fruibile per studiosi e appassionati. L’uso di un sistema ordinato e la presenza di numerose copie in formati diversi rendono l’insieme un esempio di archiviazione privata esemplare, raro nelle raccolte domestiche.

Il passaggio alla Cineteca Milano

L’avvicinamento ufficiale è avvenuto quando la nipote, Manuela Lucà Dazio, ha contattato la direzione della Cineteca Milano per proporre il trasferimento dell’intero lotto. Dopo una prima cautela legata a precedenti esperienze con donazioni dagli esiti deludenti, il direttore Matteo Pavesi ha deciso di andare a vedere di persona. La visita ha confermato l’entità e la qualità del materiale: pareti intere foderate di supporti ottici e una cantina colma di vhs.

Le prime valutazioni

All’arrivo, la reazione degli operatori è stata quella di chi trova una collezione coerente e ben mantenuta. Pur con qualche vuoto inevitabile nelle filmografie dovuto a uscite mai avvenute, l’insieme appare compatto e significativo. La Cineteca ha quindi previsto il trasferimento negli spazi di Cormano, dove il materiale verrà progressivamente catalogato all’interno di una collocazione autonoma e reso disponibile per la consultazione pubblica e per attività di ricerca.

Valore culturale e prospettive

Oltre al valore numerico, la donazione amplia il repertorio dell’archivio con titoli difficili da reperire sul mercato: edizioni internazionali, versioni alternative e pellicole di nicchia che arricchiscono il quadro storico-critico del cinema. Per la Cineteca Milano si tratta di un’opportunità per offrire ai visitatori e ai ricercatori una finestra su correnti e autori meno presenti nelle raccolte pubbliche, favorendo progetti di conservazione, restauro e programmazione tematica.

Accesso e conservazione

Il materiale è destinato a essere trasferito in una sezione dedicata dell’archivio di Cormano, dove saranno applicate procedure professionali di conservazione e digitalizzazione. L’intento è mantenere la frazione originale della collezione intatta, preservando al contempo la fruibilità mediante consultazioni su appuntamento e iniziative che possano valorizzare titoli rari in cicli di proiezione o ricerche accademiche.

Un lascito che guarda al futuro

Questo trasferimento è un esempio di come le raccolte private possano trovare una seconda vita in istituzioni pubbliche: la cura del donatore, unita alla competenza degli archivisti, permette di trasformare una passione individuale in una risorsa collettiva. L’auspicio è che la collezione di Toni Falconi stimoli nuovi studi, programmazioni e un interesse rinnovato per il patrimonio filmico custodito dalla Cineteca Milano.

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