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Truffe agli anziani e arresti a Milano: dalla chiamata fraudolenta alle indagini sull’immigrazione clandestina

A Milano, il 13/03/2026, la polizia ha bloccato un 52enne che aveva derubato una donna di 86 anni fingendosi un agente; contestualmente è stato preso un 30enne ricercato dall'Egitto per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Il 13/03/2026 la città di Milano ha registrato due interventi che evidenziano due facce del crimine: da un lato la truffa agli anziani, dall’altro il contrasto alle reti che favoriscono l’immigrazione clandestina. In via Neera una donna di 86 anni è stata vittima di un raggiro telefonico che ha portato alla sottrazione di monili in argento; grazie all’intervento tempestivo della Polizia di Stato il responsabile è stato arrestato e i preziosi riconsegnati.

Parallelamente, in piazzale Lotto, è stato bloccato un cittadino egiziano di 30 anni risultato ricercato dalle autorità dell’Egitto per reati connessi al favoreggiamento dell’immigrazione.

Questi eventi, pur distinti per modalità e gravità, mostrano strategie criminali differenti ma complementari: la prima è basata sull’inganno diretto e sull’uso della fiducia verso le istituzioni, la seconda su meccanismi organizzativi che sfruttano procedure amministrative e complicità locali. Nel raccontare quanto accaduto è utile mettere in evidenza i dettagli operativi dell’intervento di polizia e i riferimenti ad altri procedimenti investigativi che, su scala nazionale, hanno colpito reti che offrivano ingressi irregolari in Europa.

Il raggiro telefonico e l’arresto in via Neera

Nel caso di via Neera il metodo adottato è quello classico del presunto funzionario: una telefonata con contenuti allarmanti che ha convinto la vittima a consegnare 335 grammi di monili in argento. L’uomo, un italiano di 52 anni, si era presentato indirettamente come appartenente alle Forze dell’Ordine e aveva inscenato una vicenda giudiziaria legata a un parente della donna per legittimare la richiesta. Gli agenti della Squadra Mobile, notando movimenti sospetti, hanno seguito l’uomo fino a bloccarlo mentre usciva dall’appartamento della vittima: il recupero della refurtiva e l’arresto hanno evitato che il danno diventasse definitivo, con il trasferimento del fermato al carcere di San Vittore.

Come funzionano i falsi controlli

Il meccanismo dei falsi controlli sfrutta la credibilità delle istituzioni: il probabile utilizzo di nomi, riferimenti a contenziosi o incidenti e la richiesta di consegna immediata di denaro o gioielli mirano a togliere tempo e lucidità alla vittima. In questi casi la regola principale è non aprire a sconosciuti e verificare sempre le informazioni contattando direttamente gli uffici ufficiali. La polizia raccomanda di allertare il numero unico di emergenza 112 NUE se si sospetta una truffa o si ha bisogno di una verifica immediata.

Il fermo del 30enne e il contesto delle indagini sull’immigrazione

In piazzale Lotto gli accertamenti sugli spostamenti e sui dati anagrafici hanno portato al fermo di un cittadino egiziano di 30 anni, risultato ricercato per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo gli elementi raccolti, l’uomo sarebbe stato parte di una rete che, dietro compenso, assicurava l’ingresso e il sostegno logistico ai migranti sbarcati o giunti in Italia. Anche per lui è scattata la custodia nel carcere di San Vittore in attesa delle procedure di estradizione e di consegna alle autorità competenti.

Operazioni più ampie: Napoli e Caserta

Parallelamente alle singole catture, indagini a livello nazionale hanno colpito organizzazioni più strutturate: tra Napoli e Caserta sono state eseguite 18 misure cautelari nei confronti di persone indiziate per associazione finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso e truffa. Le investigazioni hanno documentato l’uso di fattive complicità, compresi dipendenti pubblici e titolari di aziende agricole, per produrre i cosiddetti “nulla osta al lavoro subordinato” con atti falsificati e per percepire somme che variavano tra 1.200 e 2.000 euro a lavoratore. Sono state bloccate oltre 3.000 pratiche irregolari e sequestrati beni di lusso riconducibili ai proventi illeciti.

Prevenzione e raccomandazioni

Il fenomeno delle truffe agli anziani e quello delle reti di immigrazione irregolare richiedono risposte diverse ma complementari: da una parte la sensibilizzazione delle persone più fragili, con consigli mirati su come riconoscere un falso appartenente alle Forze dell’Ordine o un truffatore che telefona; dall’altra il contrasto investigativo che smantella le filiere amministrative e i canali economici che rendono possibile il traffico di esseri umani. È fondamentale che figli, parenti e vicini spieghino ai più anziani di non lasciare entrare sconosciuti, di non consegnare oggetti di valore senza verifiche e di contattare il 112 NUE in caso di dubbi.

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