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Storica Hoepli messa in liquidazione: tensione tra soci e timori per i lavoratori

Dalla deliberazione assembleare alla convocazione di flash mob e scioperi: il futuro della Hoepli è incerto e mette a rischio decine di posti di lavoro

La storica Libreria Hoepli di Milano è al centro di una crisi che rischia di cancellare un pezzo importante della vita culturale cittadina. Fondata nel 1870, attiva come casa editrice e punto di riferimento per lettori e professionisti, la società ha visto l’assemblea dei soci deliberare la messa in liquidazione.

La scelta, motivata dalla congiuntura del mercato e da un conflitto interno tra i soci, apre una fase di incertezza per circa novanta persone impiegate e per l’ecosistema editoriale che ruota attorno alla libreria.

L’annuncio, seguito da reazioni immediate da parte dei sindacati e dei lavoratori, ha generato una mobilitazione che comprende scioperi brevi, assemblee e iniziative pubbliche. L’assemblea ha affidato la procedura di liquidazione all’avvocata Laura Limido con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare, per quanto possibile, i diritti di creditori e dipendenti. Intanto la città osserva preoccupata: la perdita di una insegna con oltre un secolo e mezzo di storia viene letta anche come un segnale più ampio sulle difficoltà del settore culturale.

Le motivazioni della decisione e i numeri che pesano

Secondo le comunicazioni ufficiali, la deliberazione è scaturita da una valutazione combinata di problemi finanziari e del persistente conflitto endosocietario tra i soci. Il bilancio al 30 giugno 2026 registra ricavi in calo dell’8,5% a 29,56 milioni di euro e una perdita che si avvicina al milione; tuttavia il patrimonio netto è rimasto positivo, superiore agli 11 milioni (11,38 milioni riportati negli ultimi rendiconti). Nonostante misure di contenimento dei costi — tra cui una riduzione del costo del lavoro — i flussi finanziari operativi sono risultati in rallentamento, contribuendo alla decisione della governance.

La scelta della liquidazione volontaria

La procedura è stata definita come liquidazione volontaria, opzione che l’assemblea ha ritenuto necessaria per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e per gestire in modo ordinato rapporti con creditori e fornitori. La nomina di una figura terza e indipendente per la gestione del processo è stata sottolineata come elemento chiave per assicurare trasparenza e rispetto delle tutele previste dalla normativa.

Reazioni dei lavoratori, sindacati e mobilitazioni

I sindacati di categoria SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM UIL hanno espresso forte preoccupazione per le ricadute occupazionali e per l’assenza di un piano industriale concreto. In risposta alle notizie drammatiche, i lavoratori hanno indetto uno sciopero di protesta e in assemblea hanno deciso azioni pubbliche che includono un flash mob previsto per sabato 14 marzo, oltre a ulteriori iniziative di sensibilizzazione. Le rappresentanze sindacali denunciano che ripetute richieste di un piano strategico non hanno ricevuto risposte soddisfacenti da parte della proprietà.

Impatto sui fornitori e sulla filiera editoriale

La possibile liquidazione non riguarda solo i dipendenti: vi sono timori concreti per i crediti dei fornitori, per le relazioni con gli autori e per le librerie che collaborano con Hoepli. La chiusura di una casa editrice così storica può provocare una frammentazione del patrimonio editoriale e logistico, con possibili ripercussioni sulla rete distributiva e sulle piccole realtà indipendenti che intrattengono rapporti commerciali consolidati con la Hoepli.

Il contesto cittadino e la memoria delle insegne perdute

La fine della presenza di Hoepli si inserisce in un quadro più ampio di trasformazioni a Milano: negli ultimi anni diverse insegne storiche hanno cessato l’attività, contribuendo a una percezione di perdita del patrimonio collettivo. Tra i casi indicati come simboli di questo fenomeno ci sono chiusure come quella de Le Trottoir (30 gennaio 2026), Al Pont de Ferr (2026), il Bar Rattazzo (26 maggio 2026) e l’Old Fashion (21 gennaio 2026). Ogni cessazione ha lasciato segni nella memoria urbana, e la possibile scomparsa di Hoepli è vista alla stregua di un altro tassello.

Ora il destino della libreria e della casa editrice dipende dall’evoluzione della procedura di liquidazione e da eventuali interventi che possano preservare il valore culturale dell’attività. Nel frattempo, la mobilitazione dei dipendenti e il coinvolgimento dei lettori rappresentano un test sulla capacità della città di reagire per proteggere istituzioni che hanno contribuito per decenni alla vita intellettuale di Milano.

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