Il sedicenne romano Manfredi Marcucci lascia il Niguarda e prosegue le terapie a Roma, mentre gli altri feriti restano in cura a Milano con miglioramenti progressivi

Dopo settimane trascorse nel reparto grandi ustionati del Niguarda di Milano, Manfredi Marcucci, sedicenne romano rimasto ferito nel rogo di Crans‑Montana, è pronto a tornare nella Capitale per proseguire il percorso di riabilitazione. Il trasferimento, concordato con le équipe mediche, servirà a proseguire le cure in una struttura più vicina alla famiglia e dotata di un team specializzato per i casi di ustioni estese.
Da una fase acuta contenuta a un programma di recupero
Le terapie intensive e le medicazioni iniziali hanno stabilizzato le condizioni di Manfredi: superata la fase critica, ora si passa a un ciclo di trattamenti pensato per il medio e lungo termine. A Roma continueranno interventi chirurgici mirati, terapie specifiche per la pelle e programmi di fisioterapia, il tutto con controlli specialistici e monitoraggio multidisciplinare. Essere vicino ai genitori faciliterà visite più frequenti e darà un concreto sostegno psicologico oltre che pratico.
Cosa cambia concretamente
Per il ragazzo cambierà poco sul piano clinico — l’intensità delle cure rimane alta — ma molto sul piano organizzativo e umano: la famiglia potrà partecipare più attivamente al percorso terapeutico e alle sedute di supporto psicologico. Le medicazioni quotidiane e i follow‑up proseguiranno con regolarità, coordinati dagli specialisti locali in collaborazione con il team che lo ha seguito a Milano.
La situazione degli altri feriti al Niguarda
A Milano continuano le medicazioni e gli interventi necessari per limitare complicanze nei pazienti ancora ricoverati. Le equipe multidisciplinari del Niguarda stanno consolidando i progressi clinici e pianificando dimissioni sicure non appena le condizioni lo consentiranno. L’assessore al Welfare ha definito il quadro “in miglioramento”, ma ha ricordato che il percorso di riabilitazione sarà lungo e graduale: nuove dimissioni verranno programmate in base all’andamento clinico e alla disponibilità dei servizi di supporto.
Ruolo del Niguarda nell’emergenza
Nei giorni successivi all’incidente l’ospedale ha gestito i casi più complessi, coordinando stabilizzazione e trasferimenti verso unità specialistiche quando necessario. Per le ustioni estese e le possibili complicanze da inalazione di fumo sono stati attivati percorsi dedicati che coinvolgono chirurghi plastici, anestesisti, fisioterapisti e psicologi, con protocolli per il monitoraggio respiratorio e la riabilitazione a medio termine.
Prospettive di recupero e calendario delle dimissioni
Le autorità sanitarie prevedono nuove dimissioni nelle prossime settimane per i pazienti che non sono più in fase critica. Le dimissioni saranno graduali, così da trasferire le terapie in contesti più adeguati alla fase di recupero senza interrompere la sorveglianza specialistica. Il proseguimento delle dimissioni dipenderà dall’evoluzione clinica e dalle valutazioni funzionali dei team medici.
Supporto a lungo termine
La strada verso la ripresa dalle ustioni comprende aspetti medici, sociali ed emotivi. I programmi riabilitativi combinano fisioterapia, trattamenti per le cicatrici e interventi psicologici per affrontare il trauma. La continuità delle cure e la vicinanza dei familiari sono fattori decisivi per mantenere l’aderenza alle terapie e migliorare la qualità della vita durante la convalescenza; ogni percorso viene poi adattato alle esigenze individuali emerse dalle valutazioni cliniche.
Messaggi delle istituzioni e dello staff
Responsabili clinici e amministratori hanno espresso soddisfazione per i progressi finora registrati, pur mantenendo prudenza sulle fasi successive del recupero. Il trasferimento di Manfredi a Roma è visto come un segnale positivo: indica miglioramento clinico e l’avvio di un percorso di recupero più sostenibile e vicino alla famiglia. Nel frattempo, i reparti restano impegnati a garantire assistenza specialistica a tutti i feriti, con attenzione particolare agli interventi riabilitativi e al monitoraggio nel tempo.





