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Fermato un 18enne per lo strappo di collanine a Loreto: arresto vicino alla Centrale

Un'indagine lampo basata sulle telecamere della metropolitana ha portato al fermo di un 18enne ritenuto autore di una rapina avvenuta il 27 febbraio 2026 nel mezzanino di Loreto

La vicenda ha avuto luogo la sera del 27 febbraio 2026, quando un cittadino italiano di 30 anni ha denunciato di essere stato aggredito nel mezzanino della fermata Loreto della metropolitana. Secondo la ricostruzione fornita alla polizia, un malvivente avrebbe strappato dal collo della vittima due collanine, provocando una breve colluttazione e lievi escoriazioni al trentenne, che ha rifiutato il trasporto in ospedale.

Le indagini si sono concentrate sulle immagini di videosorveglianza della rete metropolitana. Dopo accertamenti tecnici e controlli sul territorio, il presunto autore è stato individuato e fermato nei pressi della stazione Centrale. Il giovane è stato quindi accompagnato al carcere di Milano San Vittore e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La dinamica dell’aggressione

Dopo l’accompagnamento al carcere di Milano San Vittore, le indagini si sono concentrate sulla ricostruzione dell’episodio avvenuto nel mezzanino della fermata della linea MM2. La vittima ha dichiarato agli agenti della Polmetro che l’aggressione è iniziata attorno alle 21:15 del 27 febbraio 2026.

Secondo la versione raccolta, un giovane si sarebbe avvicinato nei pressi di un ascensore e avrebbe afferrato con rapidità le due collanine indossate dal trentenne. Il tentativo della vittima di opporsi ha provocato una colluttazione breve ma concitata.

Al termine dello scontro, il presunto rapinatore è riuscito a fuggire all’esterno della stazione. La vittima ha riportato dolore alla mano destra e lievi abrasioni al collo; non risultano, al momento, lesioni gravi.

Lesioni e comportamento della vittima

La vittima ha riportato dolore alla mano destra e lievi abrasioni al collo; non risultano, al momento, lesioni gravi. Il 30enne ha dichiarato di non voler essere trasportato in pronto soccorso e ha rifiutato le cure offerte dagli agenti. Il rifiuto delle cure non ha tuttavia impedito l’avvio immediato delle indagini.

La segnalazione alla Polmetro effettuata sulla banchina della fermata Centrale ha fornito una descrizione utile per la fase successiva di analisi video. Gli agenti hanno annotato elementi che saranno confrontati con le immagini per verificare la dinamica dell’episodio.

Le indagini e l’uso delle immagini

Gli investigatori della sesta sezione della Squadra Mobile hanno acquisito e analizzato i filmati delle telecamere presenti nella stazione. La combinazione di riprese provenienti da diversi punti ha permesso una ricostruzione temporale più precisa.

Attraverso tecniche di comparazione e verifica incrociata è stata risalita all’identità del sospetto: un cittadino egiziano di 18 anni, con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, e irregolare sul territorio nazionale. L’identificazione è stata comunicata agli organi competenti; le indagini proseguono per raccogliere ulteriori elementi e chiarire la responsabilità.

Perizia e riconoscimento

L’identificazione, comunicata agli organi competenti, si è avvalsa di una perizia di tipo fisiognomico riconosciuta dalla Procura come elemento probatorio. La perizia ha contribuito a confermare il sospetto emerso dall’analisi delle riprese.

Successivamente gli agenti del reparto Falchi hanno rintracciato e bloccato il giovane nei pressi della stazione Centrale, eseguendo il fermo il 4 marzo 2026. Le operazioni si sono svolte nell’ambito delle attività investigative coordinate dalla Procura.

Profilo del fermato e sviluppi procedurali

Il fermato è un ragazzo di 18 anni, di origine egiziana, già noto alle forze dell’ordine per precedenti relativi a reati contro il patrimonio e la persona. Le fonti investigative indicano la presenza del giovane in Italia dal 2026 e segnalazioni precedenti per spaccio.

In passato il giovane era stato destinatario di misure amministrative, tra cui il daspo urbano, e aveva avuto contatti con un Centro per il Rimpatrio, senza che fosse disposto un rimpatrio effettivo. I dati investigativi mostrano che la posizione processuale resta al vaglio degli inquirenti.

Gli accertamenti proseguono per raccogliere ulteriori elementi probatori e chiarire la responsabilità penale. Le autorità competenti renderanno noti eventuali sviluppi procedurali nelle fasi successive.

Al termine degli accertamenti, il diciottenne è stato accompagnato alla casa circondariale di Milano San Vittore. Rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa delle decisioni sul proseguo dell’azione penale. La posizione sarà valutata in base agli elementi raccolti e agli eventuali precedenti a suo carico.

Impatto e reazioni

L’episodio ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza nelle stazioni della metropolitana e sull’efficacia degli strumenti di videosorveglianza nel contrasto ai reati predatori. Le forze dell’ordine hanno sottolineato che la tempestività della denuncia da parte della vittima e la sinergia tra le diverse unità investigative sono state decisive per giungere al fermo in pochi giorni. Le autorità competenti renderanno noti eventuali sviluppi procedurali nelle fasi successive.

Resta aperto il capitolo sulle misure da adottare per prevenire simili episodi e per gestire la presenza di persone con posizione irregolare sul territorio. Il caso evidenzia la necessità di un coordinamento tra le forze di polizia, l’autorità giudiziaria e le istituzioni responsabili dei rimpatri. Le decisioni operative e amministrative saranno valutate nell’ambito delle indagini e delle procedure previste dalla normativa vigente. Eventuali sviluppi procedurali saranno comunicati dalle autorità competenti.

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