La Fondazione Elpis presenta una mostra che celebra la creatività e l'innovazione nell'ambito della ricerca artistica contemporanea.

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In un angolo vivo e pulsante di Milano, la fondazione Elpis ha avviato un ambizioso programma di residenze artistiche, culminato nella mostra collettiva intitolata ‘A te non resta che abitare questo desiderio’. Questo progetto, situato in via Lamarmora, non è solo un’esposizione di opere, ma rappresenta un invito alla riflessione e alla creazione artistica. Offre uno spazio dove artisti emergenti possono esplorare e dialogare con il contesto urbano milanese.
La mostra e i suoi protagonisti
La mostra, curata da Sofia Schubert e aperta fino al 1° febbraio 2026, riunisce le opere di quattro artisti: Giuseppe Lo Cascio, Stella Rochetich, Natalya Marconini Falconer e Ornella Cardillo. Questi artisti, grazie alla loro esperienza di residenza, hanno avuto l’opportunità di immergersi nella città e trarre ispirazione dalle sue complessità e contraddizioni. L’obiettivo è favorire un approccio collettivo alla produzione artistica, creando sinergie tra diverse visioni e linguaggi espressivi.
Il tema dell’abitare e le opere in mostra
Il filo conduttore della mostra è il concetto di abitare, che si riflette nelle opere realizzate durante la residenza. Natalya Marconini Falconer utilizza il proprio linguaggio artistico per esplorare storie legate a migrazioni e stratificazioni storiche. Ornella Cardillo, invece, combina arte, moda e teatro in sculture in movimento, interrogando il rapporto tra forma e temporalità.
Da agosto a novembre, sono state presentate le opere di Stella Rochetich, che indaga l’olfatto come strumento per costruire un immaginario sensoriale, e di Giuseppe Lo Cascio, il cui lavoro riflette sulla precarietà della memoria e sull’esperienza umana, sfidando le convenzioni del linguaggio scultoreo. Le tematiche affrontate da questi artisti riguardano questioni di gentrificazione e di perdita dell’identità locale, con un’attenzione particolare alle dinamiche che interessano Milano e i suoi spazi.
Il progetto Basement e la sua evoluzione
Oltre alle residenze artistiche, la fondazione Elpis sostiene il progetto Basement, una piattaforma dedicata alla sperimentazione sonora. La terza edizione, intitolata ‘The Flower Requiem Whistling Vases’, è stata realizzata dall’artista messicana Vica Pacheco. Questa installazione site-specific, composta da vasi di ceramica modellati in 3D, richiama i ricordi d’infanzia dell’artista e le relazioni tra l’uomo e la natura.
Il legame con la memoria e la natura
L’opera di Vica Pacheco invita a riflettere sull’effimero e sul ciclo della vita, utilizzando i suoni generati dai vasi per evocare un canto del cigno in omaggio alla bellezza e alla fragilità della natura. Questa installazione diventa così un simbolo di connessione tra esperienze passate e presenti, rappresentando una meditazione sulla transitorietà e sul legame profondo che unisce gli esseri umani al mondo naturale.
Un laboratorio di idee e creatività
La fondazione Elpis si configura come un laboratorio aperto di idee, dove l’arte contemporanea può fiorire attraverso il dialogo e la collaborazione. Le residenze artistiche e i progetti come Basement offrono un’importante opportunità per artisti emergenti di esplorare nuove strade creative e di interagire con il contesto milanese. In questo modo, la fondazione non solo promuove l’arte, ma crea anche uno spazio per la riflessione critica su temi attuali, contribuendo a una comunità artistica vibrante e in continua evoluzione.





