Categorie: Cronaca
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22 Aprile 2020 12:16

Coronavirus, Carlo diventa papà mentre è ricoverato al Niguarda

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Carlo, malato di Coronavirus presso l'ospedale milanese Niguarda, è diventato papà per la seconda volta.

Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.

Carlo, 39 anni, è diventato papà mentre si trovava ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano, con il Coronavirus.

Informatico siciliano di origine milanese, l’uomo ora è genitore di due bimbi ma stavolta il nascituro l’ha potuto abbracciare solo dopo essere definitivamente guarito.

Diventare papà col Coronavirus

Aveva iniziato a sentirsi male una notte, durante la prima settimana di marzo, riscontrando febbre molto alta, stanchezza e tosse secca. Purtroppo le sue condizioni di salute sono iniziate a peggiorare, fino a portarlo al ricovero in ospedale, con diagnosi Coronavirus.

A niente era servita la cura con antibiotico prescritta dal suo medico di base, nella speranza che fosse solo una semplice influenza.

“Ero debilitato e non mangiavo, tra l’altro il cibo iniziava a non avere alcun sapore”, ha raccontato Carlo, “Non nascondo che nell’attesa di avere una risposta ho salutato la mia compagna, messo la mano sul suo pancione e detto: ‘Ciao piccolo, mi dispiace se non ci sarà modo di conoscerci‘”.

Un tributo al Niguarda di Milano

Fortunatamente invece Carlo è riuscito a conoscere suo figlio e per ringraziare il personale del Niguarda, ha inviato la sua prima foto con lui in braccio.

“Mi dicevano devi farcela anche per lui. Per fortuna ce l’ho fatta”, ha detto entusiasta, ricordando con piacere che tutti gli chiedevano giornalmente dell’arrivo del bimbo.

Emanuele è nato mentre l’uomo si trovava ancora ricoverato ma convalescente, separato dalla sua compagna ma vicino tramite telefono. “È andato tutto bene e finalmente dopo un mese di distacco ho potuto rivedere la mia compagna. Mio figlio invece l’ho potuto tenere in braccio dopo una settimana dalla sua nascita”, ha raccontato Carlo.