Negli ultimi giorni l’onda di contestazione contro l’aumento dei prezzi di carburante, energia e beni di prima necessità ha coinvolto diverse città italiane. I cittadini, spinti dall’urgente bisogno di abbassare il costo della vita, hanno aderito a cortei organizzati da movimenti civici e sindacati. Tuttavia, in alcuni centri urbani la protesta si è rapidamente trasformata in guerriglia urbana con scontri armati contro le forze dell’ordine e danni a strutture pubbliche e private.
Milano, Torino e Bologna sono state le mete principali di questi episodi, dove la tensione è sfociata in violenza aperta. Le autorità locali hanno dovuto ricorrere a misure di emergenza, tra cui l’uso di lacrimogeni, idranti e l’isolamento di aree ad alto rischio, per contenere la folla e garantire la sicurezza dei passanti.
Milano: scontri devastanti in Piazza Duomo
Nel cuore della metropoli lombarda, la manifestazione contro il caro-vita ha preso il via nella zona pedonale di Piazza Duomo. Dopo i primi momenti di corteo pacifico, gruppi di giovani incappucciati hanno iniziato a lanciare sedie, tavolini e oggetti contundenti verso gli agenti di polizia. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e spruzzi d’acqua ad alta pressione per disperdere la folla, provocando un vero e proprio campo di battaglia urbano. Diverse vetrine di negozi di lusso sono state frantumate, i turisti hanno abbandonato la zona e le autorità hanno chiuso temporaneamente la Galleria Vittorio Emanuele II.
Arresti e feriti a Milano
Le forze dell’ordine hanno registrato oltre cinquanta arresti di cui circa la metà minorenni. Sono stati feriti venticinque manifestanti colpiti da oggetti lanciati o da colpi di spray, e dieci agenti alcuni dei quali hanno riportato contusioni agli occhi. La Polizia ha presentato una lista di quaranta persone fermate per reati di vandalismo e resistenza a pubblico ufficiale. Le indagini hanno evidenziato la presenza di gruppi provenienti sia dalla periferia milanese sia da province limitrofe, coordinati in maniera informale ma con un chiaro intento di deviare la protesta verso la violenza.
Torino e Bologna: dinamiche simili in altre metropoli
A Torino, il corteo, presentato dagli organizzatori come apolitico e apartitico è stato rapidamente sottratto al controllo degli attivisti originari da collettivi di centri sociali e gruppi giovanili. I manifestanti hanno impiegato «sanpietrini», martelletti frangivetro e bottiglie di vetro per infrangere le linee di polizia. La polizia ha risposto con tranci di idranti e uso di spray, riuscendo a fermare la marcia prima che raggiungesse il centro storico.
Torino: infiltrazioni e arresti
Le forze dell’ordine hanno identificato circa venti arresti tra i partecipanti torinesi, molti dei quali con precedenti di disordini. Uno dei volti più noti è Marco Liccione, attivista legato a movimenti di protesta anti-pass, che ha denunciato di essere stato circondato da una quindicina di individui mascherati e di aver subito colpi durante la battuta. Le autorità hanno anche sequestrato diversi eco-spray e dispositivi per la produzione di suoni assordanti, usati per disturbare l’azione della polizia.
A Bologna, la tensione si è concentrata nella zona della stazione ferroviaria, dove un gruppo di ragazzini incappucciati ha iniziato a lanciare fumogeni, bottiglie di vetro e sassi contro gli agenti. La polizia ha risposto con l’uso di lacrimogeni e spruzzi d’acqua costringendo i manifestanti a disperdersi. Sono stati arrestati quattro minorenni con altri dieci soggetti rimasti sotto guarda in questura per indagini preliminari. La stazione è stata temporaneamente chiusa per motivi di sicurezza, causando disagi a centinaia di viaggiatori.
Reazione istituzionale e dichiarazioni della premier
Il governo ha risposto alle vicende con una dichiarazione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sottolineato che manifestare è un diritto ma che mettere a fuoco e rovinare le città non lo è. La premier ha invitato le opposizioni a condannare senza ambiguità gli episodi di violenza e a sostenere un approccio pacifico alle proteste. Inoltre, ha pubblicato un video delle scene di Piazza Duomo, evidenziando i danni alle infrastrutture e gli agenti feriti, chiedendo l’immediata identificazione e punizione dei responsabili.
Nel frattempo, i sindacati e le organizzazioni civiche hanno ribadito il rispetto per il diritto di protesta, ma hanno condannato fermamente le azioni violente, chiedendo alle forze dell’ordine di utilizzare metodi proporzionati e di garantire la sicurezza di tutti i cittadini. La situazione resta instabile, con il rischio che ulteriori manifestazioni possano degenerare nuovamente se non verranno messe in atto misure di contenimento e dialogo.



